samaracroci

Le paludi della tristezza nella politica italiana

In attualità, italiano on 13 gennaio 2010 at 12:15 am

©Samara Croci

Scusate se la metafora vi parrà banale, ma per quelli della mia età, forse sarà più sentita. Ricordate nel film La storia infinita la scena in cui Atreyu e il suo cavallo, Artax, attraversano le paludi della tristezza per compiere la loro missione e salvare la principessa e Fantasia. Ricordate l’ingresso nelle paludi dove tutto diventa improvvisamente triste e oscuro. Le paludi sono chiamate “della tristezza” perché chi soccombe ad essa, affonda nelle sabbie mobili per sempre. Dopo diversi giorni di cammino, sfiniti, i due si trascinano a vicenda finché il cavallo, Artax, non si lascia affondare. Atreyu si dispera, urla ad Artax di resistere, di lottare, piange ma non serve a nulla. Artax è divorato dalla melma. Ricordate? Atreyu era un gran guerriero, rispettato da tutta la sua tribù, e avrebbe potuto vivere la sua gloriosa vita con il suo cavallo se non avesse accettato la grave missione di salvare il suo mondo.

Bene, ora non so dirvi perché, ed è buffo, ma quando ho saputo che Loretta Napoleoni si sarebbe presentata alle primarie del Pd per la regione Lazio, ho ripensato a questa scena. Ho un grandissimo rispetto e ammirazione per la Napoleoni, per i suoi libri, per il suo lavoro, il modo in cui racconta il momento in cui ha abbandonato l’Italia da giovanissima e per la persona che è in pubblico (specialmente ai festival d’Internazionale).  Pensando a lei, che entrava nelle paludi della tristezza del sistema politico italiano, mi si è creato subito un nodo allo stomaco. Era un sentimento duplice in cui ho provato un grande entusiasmo per un cambiamento tanto promettente, e insieme una grande preoccupazione per quello che la politica italiana poteva fare ad una persona come lei. So che la politica un po’ ovunque è roba da pezzi duri, da gente con la pellaccia e le unghie e sono sicura che la Napoleoni sia all’altezza di tutto ciò, ma quella italiana…quella italiana gioca con altre regole. In Italia la politica si fa con l’aria fresca. Se ne parla molto, ma sempre aria è! E come può una persona preparata e seria come lei, competere con un modo di far politica così? Le doti di serietà, non sembrano contare in assoluto (e in questo noi abbiamo una bella responsabilità come elettori). Ho provato la stessa sensazione di confusione quando alcuni chiedevano a Saviano di candidarsi. Da un lato, avere la Napoleoni e Saviano in posti importanti della politica italiana, sarebbe un regalo bellissimo, dall’altro, ho paura che le paludi li soffocherebbero e allora li preferisco come voci di contestazione e di analisi “dall’esterno”. Perché la politica italiana non mi sembra un gioco leale, non si basa sulle competenze ma sugli intrighi, sui favoritismi, sui favori e sulla diffamazione dell’avversario. E allora come può la Napoleoni competere con questo? E se lo fa, inizierà a giocare sporco come loro? Poi mi dico che sono pessimista. Se qualcuno può trovare una strada alternativa, quella è lei! E in più, non abbiamo molte altre speranze e qualcuno deve pur lottare dall’interno.

©Samara Croci

Ora, com’era prevedibile, già si sente odore di diffamazione, insulti e disprezzo! Io ho deciso di rimanere con la mia ambivalenza sul tema. Loretta, ti appoggio pienamente e spero che il Pd per una volta apra i suoi occhioni sognanti, si faccia una doccia fresca e si metta in marcia con la tua presenza alle primarie! Tu non soccombere alle paludi della tristezza, resisti e mantieni la grinta e il sorriso che sempre ti abbiamo visto quando eri tra noi a spiegarci delle grandi manovre economiche. Spero che saremo in tanti ad appoggiarti, lo spero veramente perché solo così faremo in modo che nella melma ci finiscano tutti i vecchi bacucchi della nostra politica invece che tu. Ammiro tantissimo e provo un gran rispetto per il discorso fatto da Loretta al momento di accettare la candidatura. Avendo sempre parlato dell’importanza dell’intervento civile, dice che non poteva tirarsi indietro. Però non sono tanti quelli che dopo essere stati “delusi” dall’Italia ed essere dovuti emigrare, hanno avuto un successo meritato come il suo e invece di guardare solo avanti alla carriera, hanno rivolto l’occhio di nuovo all’Italia e hanno deciso di accettare il grave compito (nessuno può dire che non lo sia) di cercare di fare un po’ di pulizia e di mettere la testa nelle paludi della tristezza.

Io ti appoggio, come detto e, indipendentemente da come finirà questo nuovo attacco dei piccoli dittatori della vecchia politica che spingono per non far entrare gente nuova, sono contenta della disponibilità che hai dato. Noi emigranti ti appoggiamo, i giovani ti appoggiano e ti appoggeranno perché è contagioso l’entusiasmo che mostri! So che non siamo una parte dell’elettorato interessante e maggioritario in Italia però spero che sapremo farci ascoltare nel momento del bisogno!

Intanto dico che gli attacchi che sento ora nell’aria, ancora una volta mi fanno pensare alle paludi della tristezza. Quella tristezza in cui, questa volta, tutti noi italiani rischiamo di cadere, quella che ti mangia e ti soffoca l’anima prima del corpo, quella che ti fa sentire invidia e ti fa denigrare tutto ciò che non conosci, che viene da fuori, che ha avuto successo. E così continuiamo a sguazzare nella palta.

Beh, io sono stufa! E altri pure. Nelle paludi della tristezza, sguazzateci voi politichesi! Noi vogliamo Loretta alle primarie, per poter scegliere NOI quello che è giusto per la NOSTRA Italia. E altrimenti, se a qualcuno fa paura, se non volete darci le alternative che ci meritiamo, fate di testa vostra, ancora una volta, e tornate a dimostrarci quanto poco vale l’opinione degli elettori nella politica italiana. Noi torneremo a farvi vedere quanto poco vale il PD alle elezioni. Continuiamo così, nelle paludi!

Samara Croci

“Cominciò a tirare vento e a piovere e a

farsi molto buio…Le notti e il gelo

cominciarono ad addensarsi su di noi”

(Pellham 1631)

Gli articoli delle ultime polemiche, botta e risposta.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/11/per-emma-si-subito-niente-loretta.html

http://www.unita.it/news/loretta_napoleoni/93617/il_rinascimento_politico_e_gli_insulti

http://www.eddyburg.it/article/articleview/14500/0/131/

Il gruppo di appoggio alla candidatura in fb:

http://www.facebook.com/pages/Loretta-Napoleoni-alla-Presidenza-della-Regione-Laziodecidi-tu/233367423745?ref=ts

La scena de La storia infinita!

http://www.youtube.com/watch?v=y688upqmRXo

Noi (verde) Amiamo (bianco) Silvio (rosso)

In attualità, italiano on 27 gennaio 2010 at 8:10 pm

Copertina di "Noi Amiamo Silvio" (Peruzzo ed)

Dopo il rimpianto per non avere qui con noi i biscotti del Mulino Bianco, credo che l’angustia più grande di noi italiani espatriati a Madrid, sia il non poter comprare oggi in edicola “Noi amiamo Silvio”. Per quelli come me che ne erano all’oscuro, il libricino patinato, edito dalla Peruzzo Editore, è uscito in edicola oggi al prezzo di 9.90 euro. E’ una raccolta delle migliori fotografie di quello che viene raccontato come un eroe, un personaggio mitico. Aspetto con ansia le piccole citazioni a pie di foto che mia madre mi istilla con il contagocce attraverso skype e spero che arrivi la copertina scannerizzata in tempo per decorare questo commento del blog (se no, l’aggiornerò appena possibile).

Dopo la statuina del Duomo di Milano, diventato qui a Madrid oggetto ricercatissimo per i collezionisti, ora gli spagnoli mi chiederanno di portargli questo libro, o delle gigantografie che presto saranno in vendita sul mercato nero!

L’editore dice di non avere interessi o preferenze politiche, ma più avanti dice che è un omaggio al suo amico Silvio Berlusconi! Mhh!

Prevedo già che il libretto andrà a ruba e sarà un successo di mercato tanto quanto Avatar, in proporzione al mercato italiano ovviamente. Anche se, non escludo che se venisse tradotto sarebbe un successo di vendita anche all’estero. Attenzione però alle statistiche di vendita e alle conclusioni che si traggono. Mia madre ha comprato il libro come un cimelio sociologico da vedere e da tenere per il futuro, non come santino da osannare, come dichiarerà qualche personaggio preso dal fuoco sacro. Io avrei fatto lo stesso. Il concetto alla fine è lo stesso delle collezioni dei filmini dell’Istituto Luce o delle tessere della gioventù fascista. Racconteranno alle generazioni future della nostra ingenuità, del potere mediatico da cui ci siamo fatti attanagliare e dei nostri errori.

Ora non so se voi italiani residenti eravate stati avvisati dell’arrivo di questo gioiellino fotografico, ma se fossi in voi, correrei in edicola a comprare un pezzetto di storia. Racconta gli ultimi anni d’Italia, racconta il paese del Berlusconismo e racconta di come si può guidare una nazione con immagini ed icone. Come sono lontani i tempi in cui i nostri politici scrivevano saggi che diventavano dei classici del pensiero intellettuale. Ma come sorprendersi ancora dopo aver visto Videocracy?

Una petizione: che qualcuno lo compri e lo metta in rete, non posso perdermelo!

Un’ultima domanda mi rimbalza nella mente, la mafia starà già copiando il libro per rivenderlo sul mercato dei falsi a 5 euro com’è successo con Saviano?

Samara Croci

P.S: “Noi amiamo”, ma noi chi? No perchè se mettete il tricolore, un po’ mi sento chiamata in causa e mi girano un po’!

SONO PASSATI ALCUNI GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DI QUESTO ARTICOLO SUL BLOG, L’HO SCRITTO SULL’ONDA DEL MOMENTO, LA SERA STESSA IN CUI SEPPI DELLA COSA. ORA, PASSATI I GIORNI, POSSO DIRE CHE LA PARTE PIU’ INTERESSANTE SONO I COMMENTI DELLE PERSONE CHE RINGRAZIO TANTO. SONO QUELLI CHE TESTIMONIANO E DANNO IL VERO VALORE A QUESTO TRAFILETTO, NON PERDETEVELI SE VI CAPITA DI ARRIVARE QUI.

Sotto, sotto…un mondo di contraddizioni

In cinema, italiano, pensieri sparsi on 7 febbraio 2010 at 2:37 pm

Botero ©Samara Croci

Scopo della terapia che fa da filo conduttore nel film “Gordos” è scoprire le cause dell’obesità e superarle. Ma la realtà ha molte più sfaccettature e grasso vuol dire molte cose. Grassi lo siamo tutti, in un modo o nell’altro, tutti abbiamo qualche corazza di troppo.

Botero ©Samara Croci

E  “Gordos” (Grassi, Daniel Sánchez Arévalo,  2009) parla proprio di questo. Di come siamo complicati, di quello che nascondiamo nei modi più contorti e dolorosi, di quello che vogliamo, ma diciamo di non volere, e di quello che non vogliamo e accettiamo di fare. E poi parla della solitudine, dell’impossibilità di costruirci da soli, senza un altro su cui appoggiarci quando non stiamo più su. I personaggi sono così rotondi, in senso metafisico oltre che reale. Grassi si, nella mente o nel corpo, ma così ricchi di sfaccettature, così contorti ed emozionanti. Bravi gli attori e bravo il regista nel cucire con il suo ago le storie. Nell’entrare in una e uscire dall’altra al momento giusto, senza sfuggire alle contraddizioni e modulando i toni dell’emozione, come nella vita.

Botero, dettaglio ©Samara Croci

D’altra parte, il tema non è nuovo per il regista, Daniel Sánchez Arévalo, che nel suo successo precedente, “Azul oscuro casi negro”, raccontava la storia di un ragazzo che si nasconde, che finge di essere qualcun’altro, che si fa vivere dalla vita e occulta le sue contraddizioni e i suoi desideri.

Gordos ripete e rincara la dose. E’ un film alla e sulla ricerca della vita, della strada giusta. Dove la maternità, il sesso, l’amore e la convivenza sono le sfide. Dove ci facciamo largo rifiutando le cose, nascondendo e fingendo per la maggior parte del tempo. La vita non si ferma, non torna indietro e il finale felice non è mai felice, ma sempre un compromesso, perché è solo così che può finire una storia di vite reali, complicate e difficili. E chi fa da giudice, chi critica perde e cade nel vizio.

Botero ©Samara Croci

Il film si intitola Gordos, grassi, ma è un film sul vizio, qualunque vizio: quello di mangiare, il sesso, la perfezione, lo sport e la solitudine che ci fa cercare costantemente negli altri quello che in realtà nascondiamo in noi stessi.

Tutto, tutto quello che facciamo ha una volontà dietro. Le cose cattive che facciamo agli altri o a noi stessi, quelle buone. Tutto! Si ingrassa per mettere una corazza con il mondo esterno, per farsi lasciare, per mettere alla prova l’amore degli altri. Si tradisce per dimenticare, per toccare il fondo, per mettersi alla prova. E si ferisce anche, per vendicarsi, per punire se stessi e dimostrare di essere una cattiva persona. Siamo totalmente artefici dei nostri comportamenti e del nostro futuro: “Ho ottenuto tutto quello che mi sono proposta” dice Leonor dopo aver distrutto tutta la vita che al principio cercava di salvare, e dopo essere entrata ben bene nel baratro dei suoi “vizi”.

Botero ©Samara Croci

Non rimane che citare le parole di Sofía: “Non sapevo che essere magri sarebbe stato così difficile, c’è molta più pressione che da grassi. Ogni volta che mangio qualcosa mi sento malissimo. Vado subito a vedere le calorie, i carboidrati, i grassi saturi. Cominciai a fare sport e all’inizio, bene. Però poi, quando non andavo mi sentivo male, in colpa. Passo tutto il giorno a guardarmi allo specchio, provandomi vestiti. Perfino quando vado a messa e mi danno l’ostia consacrata mi sento male. Sono ossessionata. Da grassa, sono molto più comoda, a mio agio. Sono gli altri che hanno un problema con l’obesità. Di questo si trattava, di accettarci no? Beh, io mi accetto meglio da grassa”.
Ma come dice lo psicologo, è tutto falso, “perché ingannarci!” La verità è che il grasso copre altre cose, altre paure, attutisce cadute più rovinose, attutisce emozioni difficili da far affiorare. E a volte attutisce la felicità che ci fa paura, perché allora si che c’è qualcosa da cui dipendere, da proteggere e per cui combattere. Funziona il mettersi addosso roba, chili, false immagini di se stessi, credenze rigide, perché non si noti quello che c’è sotto? O bisogna spogliarsi di tutto, come dice il terapeuta al principio? Alla fine, neanche spogliarsi di tutte le corazze funziona, non è possibile, non è umano. L’unica soluzione sembra quella di un equilibrio ogni volta precario, ogni volta rinegoziato, pieno di compromessi.

Ultima regola: guardare sempre alla prossima meta!

Botero, scultura ©Samara Croci

Samara Croci

Trailer film