Sballonzolata tra i fiordi

Viaggio breve ma intenso in Islanda. Partenza il 9 per arrivo in serata con cambio ad Amsterdam ed addirittura il tempo, arrivati a Reykjavik di andare a fare un bagno rilassante tra i fumi e nelle acque bollenti delle sorgenti termali del Blue Lagoon. Un paesaggio lunare con rocce asciutte, porose e rossicce e fumi azzurrini provenienti dall’acqua e mossi in turbini di vapore dalle ventate gelide che falciano la superficie dell’acqua. Noi con il corpo bollente e la testa al gelo. Il cervello ti si apre e i muscoli si rilassano. Dopo questo rilassamento del primo giorno però, non ce ne sono stati concessi molti altri, soprattutto a me, presa tra fotografie e riprese!

Land Rover Defender

©Samara Croci

La sera, in un ristorante di stile vichingo, giusto fuori della capitale, facciamo esperienza dei costi proibitivi del cibo in Islanda. Io cado nella trappola di mangiare quello che poi scoprirò essere l’uccello marino simbolo dell’Islanda e dell’amore eterno perché vive con lo stesso compagno tutta la vita. 5 h in questa terra ed ho già creato da qualche parte un vedovo a vita! Però ho comprato la spilletta con l’uccellino e spero che i miei soldi siano devoluti alla sua conservazione😉

Davanti a noi ci sono solo 4 giorni di viaggio prima del volo di ritorno quindi la mattina dopo, di buon’ora, ci mettiamo in marcia cercando di abituarci il prima possibile alla guida dei Land RoverDefender 110. Siamo divisi in tre macchine con 4 driver.

IMG_1203

©Samara Croci

Ci aspettano molti chilometri, speriamo meravigliose avventure in fuoristrada e bellissimi paesaggi. Quest’ultima speranza, vediamo che non è tradita fin dal primo minuto. Comincia il nostro tragitto sempre lungo i fiordi, da Reykiavik a Borgarnes e poi attraverso i fiordi di Flokalandur e Vatnsfjordur. Dormiamo in un albergo sulla costa nella punta di un fiordo dove non c’è nulla. La sera tutto e buio e vediamo solo una rete di stelle che ci avvolge tra le sue maglie luminose riflettendosi perfino sull’acqua.

Montagna e mare

©Samara Croci

La cosa più strana che si nota in Islanda è la neve con il mare, una cosa incredibile che nessuno si rende conto di quanto sia rara finché non la vede e si sorprende.

Nei giorni successivi il territorio cambia continuamente; I ghiacciai che si allungano fino alle sponde dei fiordi e in altri angoli, il verde brillante dell’erba che cresce su alcune colline o le spiagge sabbiose e rossicce che si perdono a vista d’occhio o entrano sinuose nell’interno formando dei deserti di dune. Costeggiamo quasi sempre fiordi ma il panorama attorno riesce a toglierci il fiato ad ogni secondo e non è solo per le buche e il fuoristrada che ci sballonzola qua e la!

Barca

©Samara Croci

Il secondo giorno inizia con il fremito di un’esplorazione come quelle dei grandi viaggiatori. Siamo diretti a Latrabjarg, una scogliera di 444 metri a picco sul mare che è il punto più a nord ovest d’Europa. Noi, come club di fuoristrada “Nordovest4x4”, non possiamo perdere la sfida. Il posto e incredibile, maestoso. Scogliera a picco, prato verde brillante e neve, tempo nuvoloso, mare mosso e le urla degli uccelli che popolano la scogliera. Tutto contribuisce a un’atmosfera grandiosa e di una bellezza drammatica che farebbe invidia ai paesaggi di Cime Tempestose. La sfida è vinta, arriviamo camminando in salita lungo la scogliera al punto più a nord ovest da cui si ammira l’oceano interminabile.

cascata

©Samara Croci

La giornata successiva è dedicata all’acqua con la visita alle sorgenti termali di Deildartunguhver e le cascate Hraunfossar e Barnafossar. In entrambi i casi, di nuovo la potenza della natura e i suoi segreti, ci lasciano inebetiti, soprattutto di fronte alla forza inarrestabile e turbinante delle cascate i cui schizzi e vapori bastano per lavarci tutti. Il rumore assordante poi, basta per zittirci e renderci piccoli piccoli spettatori di questo sfoggio di superiorità assoluta della potenza dell’acqua.

Ultimo giorno, ci aspetta il simbolo supremo di questo paese, lo spettacolo dei geyser in esplosione. Non molti sanno però che la vera foto da un milione di dollari non è l’esplosione del geyser quanto la bolla d’acqua sotto pressione che fa pochi istanti prima di esplodere. Mentre l’esplosione dura diversi minuti, questa bolla d’acqua traslucida è quanto di più transitorio e sfuggente esista però è un concentrato di potenza imbrigliata e calma prima dell’esplosione. Se non fossimo di corsa, è uno spettacolo che dà assuefazione. Durante l’esplosione, come dei bambini, la piccola umanità attorno a questo curioso pentolone della natura, esplode ogni volta con un sospiro di soddisfazione e stupore in contemporanea con lo sbuffo d’acqua. E la tensione di tutti si allenta. Dopo il geyser, ci aspetta la scalata al gran ghiacciaio Langjokull. Dopo i numerosi passaggi nei fiumi e torrenti, gli attraversamenti di deserti di dune e i voli a pelo del mare in bassa marea sulle spiagge verso l’orizzonte, questa per i nostri Land Rover è l’ultima prova di potenza. Si sgonfiano i giganteschi pneumatici da 38 pollici per avere più aderenza nella neve alta e sul ghiaccio. Si parte e poco dopo, qualunque riferimento sparisce nel bianco che ci circonda in ogni lato. Il vento sferza a meno 6° e quando faccio le riprese devo essere rapida perché le mani mi si congelano velocemente. L’unica traccia di un colore diverso dal bianco sono i nostri fuoristrada ricoperti di polvere.

Il nostro viaggio è finito, abbiamo superato molte sfide in soli 4 giorni di viaggio e abbiamo percorso parecchi chilometri. Quello che più ci ha lasciato interdetti di questo paese è il suo spirito selvaggio e insieme misterioso. La gente che decide di vivere qui si scontra da secoli e tutti i giorni con una natura selvaggia e crudele che non ha pietà e anzi si compiace di stupire e sorprendere l’uomo con la sua grandiosità e i suoi giochi più misteriosi. Il nostro viaggio è stato rapidissimo e la maggior parte di questo paese l’abbiamo vista dalla macchina.  Questo però è anche stato il suo bello. Il gusto, il sapore grandioso

Casette rosse

©Samara Croci

del duello contro la natura che qui raggiunge la sua massima potenza e la cui sfida dunque diventa molto più attraente. La macchina poi ci ha permesso di attraversare rapidamente molti paesaggi diversi in così poco tempo e passare dal mare ai ghiacciai, alle scogliere a picco fino alle meravigliose spiagge punteggiate di poche e rade casette con i tetti rossi in mezzo al verde.

Ma la cosa che non dimenticherò è la corsa in fuoristrada che abbiamo fatto su una spiaggia gigantesca che era coperta da un leggerissimo velo d’acqua della bassa marea al tramonto e tutto si rispecchiava ed i fuoristrada attraversavano veloci questo specchio rossiccio e traslucido creando delle scie d’acqua. Andavamo rapidi su quel pavimento fatato, io ero fuori dal finestrino per filmare ed è stato come volare.

Samara Croci

©Samara Croci

Gruppo

©Samara Croci

.Islanda 9/04/09 – 14/04/09.

IL MIO VIDEO: 

Samara Croci

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http://www.viaggipolari.it/

http://www.nordovest4x4.com/

Proverbio islandese: “Tre cose in Islanda sono incalcolabili: le montagne, i laghi e le isole”

La lega dei Sognatori di Ghiaccio – “Di notte chiudevano gli occhi e sprofondavano in un’oscurità viola, che poco dopo si arrossava come acqua tinta dal sangue e poi indossavano con entusiasmo camicie dei sogni, di un intenso color azzurro e sognavano di stare in quel labirinto di ghiaccio che tanto ossessivamente li sconcertava: eppure ogni notte credevano di essere più vicini a trovare ciò che cercavano nel ghiaccio (anche se la verità era che ogni notte erano solo più vecchi di una notte”. (da La camicia di Ghiaccio di W.T. Wollmann)

Un pensiero su “Sballonzolata tra i fiordi

  1. Mi ci hai fatto venire la voglia di andarci in Islandia, oltre ad essere uno tra i miei preferiti ya che ci vive BJORK. Bel video, ottime immagini cordinazione tra musica e scene.

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