Ubriache di profumi

Qual è il segreto del profumo perfetto? E può questo veramente far innamorare e cadere ai piedi di chi lo possiede l’umanità intera come si raccontava nel bellissimo libro Il Profumo di Süskid? Con tutte queste speranze olfattive, mia madre ed io ci siamo messe in viaggio verso Grasse, la patria dei profumi che si trova nell’interno della Provenza, tra montagne e paesini arroccati sui cucuzzoli.

Arrivare nell’interno, in mezzo al verde delle montagne, è rilassante dopo la strada della Costa Azzurra ed il passaggio attraverso Nizza e Montecarlo con la loro sfacciata dimostrazione di onnipotenza. Qui si respira un’aria più tranquilla e ben presto, anche più profumata! A Grasse ci sono le fabbriche di due dei più grandi profumieri al mondo: Molinard e Fragonard e ci sono ovunque fuori città, campi di coltivazione di ogni tipo di fiore.

Tutto qui gira intorno alla profumeria e così anche il nostro viaggio. Andiamo a fare una lezione per profumieri.

Abbiamo visitato la fabbrica di Molinard, ci hanno raccontato i metodi di produzione e la storia di questa antica famiglia e infine, ad un enorme tavolo ovale coperto di essenze, siamo affogate nei profumi.

Profumiere

©Samara Croci

Era la parte pratica del corso dedicata a produrre il proprio profumo. A disposizione: 80 essenze, decine di fettuccine da intingere nei profumi per annusare, pippette misuratrici, bottigliette e purtroppo un solo naso. A pochi minuti dall’inizio dell’impresa, i nostri nasi erano già saturi di odori e i nostri cervelli ubriachi di profumi ed essenze. La formula della piramide olfattiva sembra semplice: 3 essenze di testa (le prime che si apprezzano annusando un profumo ma anche le più volatili), 3 essenze di cuore e 3 di fondo (il cuore del profumo, il suo carattere più intimo e quello che rimane passato un po’ di tempo). La messa in atto di questa formula è tutt’altro che semplice. Indovinare come starà un’essenza con un’altra sembra un’impresa e capire qualcosa nel bouquet di odori prescelto è un’illusone. Alla fine, decisi i componenti e quasi sfinite dall’ampolla profumata dove siamo cadute, ci mettiamo con le pippette a misurare i millilitri e a formare quel mostro di profumo che dovrà rappresentarci e che ha il grave compito di concentrare in sé le 9 essenze che più ci sono piaciute tra le 80 che abbiamo annusato!

Le jeux son fè! Usciamo da Molinard avvolte da una sorta di nube atomica profumata. Chi ci passa vicino, quasi sviene ma più che per la potenza del fascino dei profumi di nostra creazione, è per la tormenta di essenze che ci avvolge.  Non contente dei nostri profumi, per lo meno io (che sono uscita di li con una boccetta di diserbante!), ci infiliamo nel negozio ufficiale di Molinard dove spendiamo il ristretto spazio di pelle delle nostre braccia per provare i profumi, questa volta deliziosi, creati dai profumieri. Io non mi lascio sfuggire uno alla cioccolata (Fleur de Chocolat) che sono sicura, avrà il tanto atteso effetto di cui parlava Süskid alla fine del suo libro! Poi mi lancio su quello che è stato il primo profumo a base di essenze orientali creato per donna (prima pare fossero essenze dedicate agli uomini). Divino! Una nube di Lawrence d’Arabia da poter mettere ogni mattina sul collo per essere avvolti dalle sabbie sahariane. Sono sicura che se ad un colloquio mettessi Fleur de Chocolat mescolato con le spezie di Habanita, non avrei rivali!

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©Samara Croci

Ovviamente la nostra gita continua con una lezione di cucina a base di rosa a cui ci dedichiamo fin dal mattino presto, subito dopo una meravigliosa colazione con marmellate ai frutti e fiori. Il menù? Antipasto di foie gras con acqua di rose e chantillì, poi gamberoni con verdure croccanti in aceto di rose, servito con riso bianco con petali di rose canine rosse. Infine salmone in salsina di rose fatto con confettura di rose, acqua di rose ed aceto di rose. Divino!

Ristorante

©Samara Croci

Un ultima incombenza floreale ci aspetta nei campi di fiori dove al tramonto o all’alba i raccoglitori colgono fior da fiore per l’industria della profumeria. Alla fine stremate ci rifugiamo nella magica terrazza del ristorante con stella Michelin, appena fuori Grasse. Anche qui, il menù ci riserva sorprese floreali e culinari cha danno luogo ad esplosioni di gusto orgasmiche date da combinazioni di cibi che non sappiamo spiegarci ne cerchiamo di comprendere. Nella collina di fronte a noi, Grasse illuminata di notte e dietro di noi, frondosi alberi bassi dai tronchi tracagnotti e poderosi che ci sovrastano. Attorno il profumo della notte carica si essenze.

Il giorno successivo lo dedichiamo alla disintossicazione, andiamo a Gourdon e percorriamo una gola nella montagna fino a riprendere la strada che ridiscende a Tourette Sur-Loup e poi a Vence e Saint Paul. La zona è disseminata di città murate arroccate sui picchi come dei presepi. Gli odori ci inseguono ma ora sono i panorami naturali a farla da padroni.

Un viaggio bellissimo per essere stati solo 4 giorni, intenso sotto tutti i punti di vista e tutti i sensi!

Ora ogni volta che metto uno dei miei profumi penso a quei quattro giorni così unici e divertenti e penso all’olfatto, un senso che non usiamo pienamente ma che può dare così tante piccole soddisfazioni e farci viaggiare in luoghi immaginari meravigliosi!

Samara Croci

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