Italia pietrificata

madonna©Samara Croci

©Samara Croci

Mille cose mi frullano in testa dopo aver visto l’indifferenza in cui è avvenuto l’assassinio di camorra di Mariano Bacioterracino, nel quartiere Sanità, a Napoli, l’11 maggio scorso. Ho uno sciame di pensieri, anche molto distanti tra loro.

La connessione, tra questi miei pensieri, è l’analisi di Albert Camus nel suo libro “L’uomo in rivolta”. Nel libro, lo scrittore analizza il fatto che l’omicidio, possa diventare un gesto accettato e giusto quando avviene in una società dominata dal Nichilismo.

Allora, seguendo la riflessione di Camus, anche io mi chiedo come possa una società accettare così tranquillamente un omicidio, e non pensare neppure di contemplare il suicidio, nemmeno in un caso come quello di Eluana Englaro? Eppure se in qualche modo accetti l’omicidio, non puoi rifiutare il suicidio. Come possiamo essere così cinici e freddi ad entrambe le sofferenze, seppur diverse: l’omicidio di Bacioterracino e la dura richiesta di un padre, immerso nel dolore più insopportabile?

Quando vediamo immagini degli attentati in Afghanistan e in Iraq, la gente accorre, grida e piange. Noi nulla? A me, viene la pelle d’oca. Cosa c’è di diverso che possa giustificarci?

Camus scrive: “Se il nostro tempo ammette agevolmente che l’omicidio abbia una sua giustificazione, ne è ragione quell’indifferenza alla vita che distingue il nichilismo”. Allora però, un’altra cosa mi preoccupa. Camus dice che non si può essere nichilisti e “uomini in rivolta” allo stesso tempo. Secondo Camus, l’uomo in rivolta dice: “grido che a nulla credo e che tutto è assurdo, ma non posso dubitare  del mio grido e devo almeno credere alla mia protesta” e poi continua spiegando: “La rivolta nasce dallo spettacolo dell’irragionevolezza, davanti a una condizione ingiusta e incomprensibile. Ma il suo slancio rivendica l’ordine in mezzo al caos, e l’unità al cuore stesso di ciò che sfugge e scompare. Essa grida, esige, vuole che lo scandalo cessi”.

Io non ho sentito grida, solo un silenzio assordante. Né caos, né ordine e neppure la presenza di esseri umani, a mio parere. Come può essere? So che la cosa va avanti così da decenni, è la legge dell’omertà, ma vederlo in un video, così freddo, con immagini asciutte, gesti rapidi, colori desaturati e mancanza di suono, ha fatto un vuoto pneumatico nel mio cuore. Se avessi visto questo video in una sala del Guggenheim, non mi sarei sorpresa: sembra videoarte. Sembra un testamento della nostra Italia oggi, un manifesto del torpore, del nichilismo e della freddezza indifferente. E ciò che mi preoccupa è che, se nemmeno stiamo gridando, se non ci sciocchiamo di fronte all’immagine del caos e dell’irragionevolezza, allora, la rivolta al momento non è una opzione possibile in Italia. A meno che da domani, non piovano una fiumana di denunce che rompano, questa volta, il sudario dell’omertà.

Rimango con un’ultima riflessione in testa, sempre di Camus, che ci mette in allarme: attenti “all’assenza di dolore, è la felicità delle pietre”. E di pietra siamo, come la moglie di Lot che guardava la distruzione di Sodoma a Gomorra e si trasformò in una statua di sale. Saviano in La bellezza e l’inferno, cita questo passo per spiegare ciò che fa il dolore quando non ha uno sbocco e non ha un senso: “ti pietrifica”.

Samara Croci

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Il video commentato da Roberto Saviano: http://tv.repubblica.it/copertina/così-uccide-la-camorra/38501?video

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