La Bellezza e l’Inferno secondo me

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©Samara Croci

In occasione della partecipazione l’11 novembre di Roberto Saviano alla trasmissione Che tempo che fa, gli autori hanno chiesto alla gente, attraverso il sito della Rai, quello di Saviano e facebook, di inviare documenti di qualunque tipo (testi, video, audio, immagini) che raccontino cos’è per noi la Bellezza e l’Inferno. Mi unisco alla proposta con un testo scritto qualche settimana fa per un altro scopo o forse, in fondo, per lo stesso, che ben racconta la Bellezza e l’Inferno secondo me.

Lungo il marciapiede di casa mia, c’erano due ragazzi giovani ciechi, con i bastoni bianchi entrambi. Erano ad un incrocio di strade. Io mi sono spostata dal marciapiede per evitare di scontrarmi con loro ma ad un tratto ho visto che si sono fermati e si sono rivolti uno verso l’altro e con le teste tese, si cercavano. La ragazza ha allungato un braccio nel vuoto e delicatamente cercava nell’aria piena di tensione. Poi la mano ha incontrato il viso di lui e lo ha portato dolcemente vicino a sé. Si cercavano e si erano incontrati, ed è come se i corpi, prima persi in una nebbia lattigginosa, avessero trovato il loro equilibrio, la loro compenetrazione. I gesti erano impacciati, quasi da primo bacio. Lei sembrava più sicura di lui, ma in realtà mi pareva di poter sentire il suo cuore scuotere tutto il mondo intorno. Si sono baciati con i corpi distanti ma protesi e compenetrati. Poi lei lo ha salutato e si è diretta sicura lungo la strada da cui venivano. Lui era totalmente perduto, disorientato dall’aver perso il controllo dello sconosciuto spazio circostante. Avete presente quando a qualcuno bendato, per fargli perdere l’orientamento, gli fanno fare dei giri su se stesso? Beh, lui era appena sceso da una giostra impazzita e sorrideva come uno scemo, però non sapeva più dove andare, ed in realtà era incastrato tra una macchina e uno sbarramento. Lei gli urlava che l’avrebbe chiamato presto. Lui tentava con gesti lenti e ancora impacciati di divincolarsi dall’angolo. Poi l’attento orecchio di lei, deve essersi reso conto che qualcosa non andava. E’ tornata indietro, lo ha ritrovato e si sono avviati insieme a braccetto. Lui, aveva ritrovato la calma e lei rideva divertita, scanzonata e sicura. Ho pensato che magari era il loro primo incontro e lui era andato a trovarla a casa sua e non conosceva la zona. E ho pensato a quanto poteva essere difficile e imbarazzante  il momento del primo bacio, così al buio, con la paura di non incontrarsi, con l’ansia di perdersi nel nulla che sta intorno. E mi sono anche ricordata di come i loro corpi si fossero ritrovati, di come sembrava che avessero bisogno l’uno dell’altro e di come quel momento in cui si cercavano nell’oscurità, fosse una metafora di quello che in fondo accade a tutti in amore: non conoscersi, non vedersi veramente, fare un salto nel buio, il salto della fede e della fiducia incondizionata. Indipendentemente da come andrà, mi piace ricordarli in quel momento in cui i loro corpi si cercavano, in cui le loro menti perdevano quel controllo continuo e costante che la loro condizione richiedeva, quando quella trepidazione cancellava ogni paura, ogni dubbio e infondeva solo pace facendogli dimenticare l’oscurità in cui erano intrappolati.

sorriso©Samara Croci

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panettiera©Samara Croci

©Samara Croci

pupetta triste©Samara Croci

©Samara Croci

Per me la Bellezza è tutto ciò che con le unghie e con gli artigli, riusciamo a strappare all’oscurità dell’Inferno. E quest’Inferno può essere tante cose, ma cos’è veramente, lo può dire solo chi c’è dentro, chi è perseguitato da esso, chi lotta. Gli altri, possono riconoscerlo, devono fare uno sforzo per comprenderlo, ma è difficile che ne percepiscano appieno l’oscurità. Questa storia, credo possa essere paradigmatica di tutto questo, della lotta che ogni giorno ognuno fa per tirare fuori la Bellezza dall’Inferno. Per tanto tempo Bellezza e Inferno sono state parole usate solo nella filosofia, nella poesia e nella religione che le contrapponevano in un’eterna sfida. Io credo invece che appartengano al mondo reale, a quello quotidiano, come questa storia che ho raccontato e che ho visto prendere forma davanti a me. E credo anche che queste due entità, non siano contrapposte, ma che la Bellezza nasca necessariamente dall’Inferno. Per questo è così importante che addestriamo i nostri occhi e le nostre menti a cercare e a trovare la Bellezza nell’oscurità, perché non succeda che possiamo perderla di vista a causa della nostra cecità.

pistola©Samara Croci

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biscottaio©Samara Croci

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N dettaglio©Samara Croci

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Samara Croci

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Sulle foto: Le ho scattate a Kabul, Afganistan, diversi anni fa. Quando ho dovuto pensare alle foto di questo articolo sulla bellezza e l’inferno mi sono subito tornati alla memoria i volti e i sorrisi della gente di Kabul.

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