Cantori sotto attacco

©Samara Croci

Caro signor Berlusconi, ci vuole un bel coraggio ad accusare autori, scrittori e registi di farci fare brutta figura per la loro lotta e i loro tentativi continui di denunciare la mafia. Non si può dire che il suo comportamento e alcune misure del suo governo ci abbiano fatto salire nell’indice di credibilità europea. Purtroppo però sembra che in Italia si sia perso perfino il senso della vergogna e noi, stiamo perdendo noi stessi per il fatto di mantenere come capo e rappresentante del nostro paese una persona che fa simili dichiarazioni.

L’ultima trovata, è che non si può più neppure raccontare cos’è diventata l’Italia, non si può raccontare della mafia e chi lo fa è un infame che mostra agli italiani e all’estero i panni sporchi dell’Italia, le storie tragiche che si dovrebbero tenere nascoste. Zitti dovete stare! Ma perché diavolo parlate?

In questi giorni in Spagna stanno emergendo una marea di scandali di corruzione politica. Alcuni dicono che per questo la Spagna è un paese corrotto e inaffidabile e anche qui, c’è chi dice che con queste indagini il paese dà una brutta immagine di se all’estero. Io dico che la Spagna è un paese che invece sta lottando contro la corruzione accanitamente, e per questo è molto più affidabile e credibile di altri che la tengono nascosta lasciando estendere la cancrena nel silenzio. Nessuno si fa illusioni che un governo possa essere sano e ben regolato se non ci sono continue investigazioni, controlli e denunce. La corruzione è insita nell’esercizio del potere e per questo, bisogna sempre stare all’erta e mettere in dubbio ogni cosa. Se non c’è qualcuno che mette il naso, che apre porte che non si devono aprire, quello che c’è dentro rimane lì a marcire e, prima o poi, la cancrena si estende. Ma a lei sembra proprio che non piacciano le persone che aprono le porte e che danno fastidio al potere. Si accanisce contro la giustizia, quando il suo dovere di capo del governo dovrebbe essere una riforma che la potenziasse, che le desse più fondi per modernizzarsi e per fare indagini a tutti i livelli, ma soprattutto contro la mafia. E si è accanito contro i giornalisti, che insieme alla magistratura, potevano essere quelli che investigavano, che smuovevano la polvere. Ora, si accanisce contro gli artisti, gli scrittori e gli autori. Ma se ormai ci rimangono solo loro per cercare di denunciare quello che ormai nessuno più racconta.

©Samara Croci

Certe volte, credo che lei abbia agito come un genio, iniziando un lento lavoro di logorio della popolazione italiana dagli anni ’80 in poi: rendendola distaccata, anestetizzata e indifferente con i suoi programmi televisivi e plasmandola come le faceva comodo, fino a farci diventare i suoi elettori perfetti. Poi però penso che nessuno possa avere tanta capacità di vedere nel futuro e che forse, lei ha avuto semplicemente la fortuna e le doti giuste per stare sempre al comando, per attirare sempre più potere su di sé e, in questo modo, per influenzare, volente o nolente, il nostro paese.

Mi preoccupa il fatto che questa forma di distacco, questo stato anestetizzato in cui noi cittadini ci troviamo, porta ad accontentarsi, a preoccuparsi del proprio piccolo orticello, genera sospetto e paura, e il sospetto genera risentimento e sfiducia. La sfiducia acutizza le divisioni e fa si che non ci siano confronti e che non si possa creare un opinione pubblica, uno spazio sociale di discussione, che è quello di cui più avrebbe bisogno l’Italia. E quando qualcuno ha il potere in una situazione del genere, è molto facile approfittarne.

©Samara Croci

Ho sempre pensato che la gente al momento giusto si sarebbe ribellata a questo suo controllo totale, che si sarebbe risvegliata. Ma non è totalmente vero. Gli individui si ribellano a ciò che gli pare ingiusto e scorretto ma, per comprendere e scoprire l’ingiustizia, noi cittadini, ci basiamo sulle informazioni che riceviamo. Serve qualcuno anzi, tanti e diversi, che raccontino! Se i dati e i fatti non sono raccontati, narrativizzati, possono essere capiti solo dagli addetti ai lavori, che sono la minoranza. Per questo, è così preoccupante che lei cerchi di zittire e di screditare coloro che possono raccontare e denunciare i malfunzionamenti del sistema.

©Samara Croci

Lei accusa le persone che raccontano la mafia, utilizzando la scusa della “decenza” che si dovrebbe avere di non lavare i panni sporchi in pubblico. A me sembra incredibile che un capo di governo possa usare questa scusa così vecchia, retrograda e così mafiosa nelle sue implicazioni: i problemi si trattano in famiglia, con discrezione, senza rendere partecipe chi non è della famiglia. Ma veramente crede che all’estero la gente ci prenda in giro e ci consideri dei “mafiosi” perché hanno sentito parlare della Piovra, di Falcone e di Gomorra? E anche fosse? Le sembra normale che mentre in Italia la mafia arriva a controllare lo Stato, a inquinare le nostre acque, a far ammalare la gente, ad ammazzare le persone in strada tra l’indifferenza di tutti, fuori non si debba sapere nulla? E che finché tutto rimane tra noi italiani, le cose vadano bene? Le pare normale? E un modo adulto di affrontare il problema? So che molti italiani appoggiano quest’idea e ad altri, che non sono toccati dal problema direttamente, neppure importa, fintanto che il loro orticello funziona. E lo capisco anche se non lo giustifico. La gente lavora per la maggior parte della sua giornata, non ha tempo da perdere per cercare informazioni da diverse fonti, non ha la possibilità di confrontare opinioni, è stanca dei problemi e pensa che, più o meno, non ce la caviamo tanto male da quello che dice la tv. Questo, la maggior parte dei giornalisti e degli intellettuali sembrano non capirlo. Loro vivono dell’informazione, navigano tutto il giorno tra racconti, opinioni dall’estero e dall’Italia, leggono atti processuali, conoscono le leggi, conoscono la storia e la filosofia, possono prevedere sulla base del passato, possono confrontare fatti accaduti all’estero con elementi in incubazione qui da noi. La gente normale non è così, sono ingegneri, sono operai, elettricisti, scienziati, dipendenti e sanno tutto di tutto sul loro lavoro, ma non hanno tempo per tutto il resto o se ne hanno, è molto poco. Una volta usciti dall’ambito scolastico, tutto quel bombardamento di informazioni che fa di noi delle menti aperte e affamate, si blocca, inevitabilmente, ci specializziamo nel nostro lavoro, e tutto il resto ci arriva solo se ci è spiegato con un linguaggio accessibile, se ci è raccontato.

E’ per questo che sono sempre esistiti i cantori. Abbiamo bisogno che qualcuno ci racconti la realtà che ci circonda, che è sempre più vasta. Con tutto il rispetto per i magistrati e la polizia che lavora alle investigazioni di mafia, il loro lavoro agli occhi dei cittadini non è visibile se non viene raccontato da scrittori, giornalisti, artisti e sceneggiatori. Nessuno di noi cittadini può capire gli atti giudiziari o seguire processi che durano anni. Per questo, è così pericoloso che lei attacchi i nostri cantori. Facendo ciò, distrugge il filo della narrazione che alimenta la cultura e che fa crescere il livello di consapevolezza della popolazione, già indebolito da tanti tagli al sistema scolastico e ai centri di ricerca, che sono il cuore della cultura e dell’educazione di una nazione. Se ci sembrava che l’educazione costasse cara, aspettate di vedere quanto cara pagheremo la mancanza di educazione!

©Samara Croci

E’ scandaloso che lei cerchi di attaccare anche quei pochi cantori che ancora resistono per raccontare quello che succede nel nostro paese a chi non può sentire tutte le urla, a chi non può vedere tutti gli assassini e le violenze come invece può fare lei dalla sua posizione privilegiata di capo del governo. Lei dovrebbe saperlo molto meglio di chiunque altro: il compito di un buon capo è rimuovere la benda che copre gli occhi dei suoi dipendenti per fargli vedere e raccontargli l’obiettivo comune a cui l’azienda aspira e lavorare insieme, in cooperazione. Se il capo mette le bende, più che rimuoverle, bisogna pensare che, più che altro, stia perseguendo un suo interesse personale, e che questo, non sia neanche tanto nell’interesse dei suoi dipendenti. Non le pare?

Inoltre non dimentichi che, sia che i panni sporchi si lavino in casa, sia che si lavino fuori, non cambia il fatto che il problema fondamentale rimangono i panni sporchi. Quelli sono l’elemento importante contro cui scagliarsi e chi lo fa è un eroe, un cantore, un valoroso, non un infame.

Ah! E di ottimisti, ne abbiamo piene le tasche!

Samara Croci

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

http://www.corriere.it/politica/09_novembre_28/berlusconi_utri_non_indagati_firenze_50d7f4b2-dc0f-11de-abb8-00144f02aabc.shtml

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...