Lettera al 2010

Mai come quest’anno abbiamo parlato d’economia, finanza, crisi, ambiente e disoccupazione. Problemi che stanno colpendo tutti i paesi e tutte le popolazioni. Per questo, anche la mia letterina di speranze per il nuovo anno, è dedicata a questi grandi problemi. Saranno pur grandi e inaccessibili, ma le conseguenze che hanno su tutti noi, sono vicine e quotidiane.

La mia lettera, non so esattamente a chi sia indirizzata: a Babbo Natale, alla Befana, a Dio, al Papa, a Berlusconi, a Bertolaso, a Obama… Quello che so per certo, è che è indirizzata a tutti noi, perché, senza un nostro intervento, senza la nostra voce, qui non si risolverà proprio nulla.

Questo è quello che VORREI:

Vorrei che le banche e gli istituti di credito smettano di giocare d’azzardo con i nostri soldi, e inizino a considerarci per quello che siamo (da quando hanno usato i nostri soldi per “salvarle”), azionisti!

Vorrei che i banchieri si infilino, in qualche posto assolutamente scomodo, i dannati derivati che, per inciso, nessuno ha ancora pensato di proibire!

Che l’economia torni a crescere, ma grazie all’aumento della produzione (che crea posti di lavoro), non ai consumi che devastano il nostro pianeta e ci rendono solo più poveri.

Che lo Stato ci protegga, e sappia essere di vedute aperte per trovare soluzioni che puniscano chi ci ha derubato, e aiutino chi ha voglia di ricominciare, con una nuova filosofia basata sul lavoro e la produzione, e non sulla speculazione!

Vorrei anche che i governi la smettano di giocare a farci paura con il giochino del terrorismo, mentre polverizzano il futuro sotto i nostri occhi.

Mi piacerebbe che al posto del protezionismo e del nazionalismo che sta facendo capolino, potessimo mostrate uno spirito di solidarietà tra noi. Vorrei che creassimo dei nuovi codici etici che regolino la quotidianità di ognuno di noi, così come l’alta finanza e l’esercizio della democrazia. Vorrei dei politici che sappiano guardare verso orizzonti più lontani e non sempre alle statistiche di gradimento del giorno dopo. E vorrei che gli italiani, tutti, scendessero in piazza, non solo contro Berlusconi, ma contro tutta una classe politica corrotta e che cerca solo di arricchirsi, di acquistare il potere, di mettere radici per succhiare la linfa di questo meraviglioso paese, che sta diventando arido e gretto e meschino.

Per il nuovo anno, vorrei più azione, più contestazione e più illusioni che ci portino in piazza per lottare, come stanno facendo i giovani iraniani proprio in questo momento.

Rinegoziamo tutti insieme il nostro punto di equilibrio.

Benvenuto 2010, ti stavamo aspettando ansiosi!

Samara Croci

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“Che si avverino i loro desideri, che posano crederci e che possano ridere delle loro passioni. Infatti ciò che chiamiamo passione non è energia spirituale ma solo un attrito tra l’animo e il mondo esterno. E soprattutto che possano credere in se stessi, e che diventino indifesi come bambini. Perché la debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido. Così come l’albero mentre cresce è tenero e flessibile e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte. Debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza”. (Stalker, Tarkovskij)

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