La gloria perduta del Manzanarre

Puente de Toledo ©Samara Croci

Come si può salire così in alto e poi cadere così in basso? Parlo del fiume di Madrid, il Manzanarre. Com’è potuto passare da essere il simbolo dei confini dello sterminato impero napoleonico, a cadere nell’oblio. Oggi chi visita Madrid non sa del fiume, ne prima di venire, ne dopo averla lasciata. Solo ci si accorge di lui se si guarda attentamente la mappa del metro e si vede una lineetta azzurra che non è un’altra linea tra le tante, ma il río Manzanares. E agli italiani questo è un nome che risuona di antica e nobile memoria, dato che tutti abbiamo imparato a scuola la poesia de 5 maggio di Manzoni:

Dall’Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al Reno,

di quel securo il fulmine

tenea dietro al baleno;

Scoppiò da Scilla al Tanai,

dall’uno all’altro mar.

E come nella finzione letteraria del Napoleone di Manzoni, anche qui ci ritroviamo a interrogarci se la gloria di questo fiume “Fu vera gloria?”.

Oggi, per quelli che hanno occasione di visitare il tratto più cittadino del fiume, lo spettacolo può essere piuttosto deludente. Anche perché il ponte che hanno costruito sul fiume, quello di Toledo, è abbastanza pretenzioso rispetto alla pozzanghera che scorre fumosa sotto il bianco ponte appena restaurato. In questi giorni in più, nella zona di cantiere che c’è attorno, deve esserci stata una rottura delle tubature e su un lato del corso del fiume, si è formato un lago che contiene più acqua di tutto il resto del fiume. Come ha detto un papà a suo figlio l’altro giorno: “hay más agua fuera del río, que dentro”.

Io, che adoro le città con un fiume, e che da più di un anno vivo vicino al ponte, continuo a sognare che presto un fiume in piena scorrerà sotto il ponte e si perderà laggiù dove sorge lo stadio, abbracciando sinuosamente la città. Per ora mi accontento di ammirarlo al tramonto quando il riflesso sull’acqua moltiplica la luce rossa del sole o la sera quando posso immaginare che sia più grande e che il ronzio dell’autostrada M30 che vi passa sotto, sia in realtà lo scorrere delle acque.

Ma cos’è successo a questo fiume e perché dalla seggiovia di Casa de Campo sembra quasi un fiume vero e riesce a riempire il letto mentre qui al ponte di Toledo, nulla, si perde tra il fango e le canne. Perché in sostanza il Manzanarre sopravvive solo sulla mappa del metrò di Madrid?

Manzanarre in Casa de Campo ©Samara Croci

Manzanarre in Casa de Campo ©Samara Croci

In wikipedia español, raccontandone la storia, dicono che l’unico tratto non protetto di questo fiume, è quello che passa per la città di Madrid ed è qui che tutto diventa oscuro e inspiegabile. La città ne ruba le acque limpide provenienti dalla Sierra per restituirgli quelle fetide della capitale. Pare che ci sia una commissione, la Confederazione idrografica del Tajo, che si occupa di tutelare il flusso del fiume in ogni sua parte, eccetto nel ramo cittadino di cui si dovrebbe occupare il municipio di Madrid. Avrei voluto gettare la responsabilità di questo assottigliarsi del fiume ai lavori di interramento della M30, la circonvallazione di Madrid. Ma pare che storicamente questo fiume sia sempre stato un po’ carente, tanto da aver guadagnato il nome di “apprendista fiume”. Da un lato rappresentava il simbolo di Madrid ed era raffigurato perfino nei quadri di Goya come un ampio biscione rilucente. Dall’altro, altri artisti lo deridevano e si facevano beffe del progetto nato nel XVII secolo di renderlo navigabile. E dire che Madrid nacque forse proprio grazie a questo fiume. Gli arabi vi crearono una fortezza per controllare il passaggio lungo la strada che affiancava il fiume e per contrastare l’avanzata dei Regni Cristiani nel IX secolo.  Io credo che meriterebbe un po’ più di rispetto. Se Esperanza Aguirre ha deciso di raccontare a tutti che una parte del cammino di Santiago di Compostela passava per Madrid, per non perdere le ricche celebrazioni di quest’anno composteliano, trovo che un’altra piccola bugia per il fiume, non possa fare tanto male. Magari potremmo ricordare che la via di Santiago passava proprio lungo le sponde del rio e che qui i pellegrini si fermavano a fare il bucato per poi stenderlo sulle sue ampie spiagge e riprendere poi il camino che li avrebbe portati a Finisterre. Realistico, non credete?

Madrid dal Ponte di Toledo ©Samara Croci

Lo stadio Vicente Calderon che sorge sul fiume e sarà presto demolito ©Samara Croci

Alcuni visionari, poeti e artisti hanno creduto in questo fiume e l’hanno immaginato come poteva diventare: Goya, Pedro de Ribera (che vi costruì il pretenzioso Ponte di Toledo), i Mori che ne fecero un punto strategico edificandoci una fortezza… Perché oggi nessuno torna a vederci un sogno, un progetto importante? Tra l’altro, con la demolizione dello stadio Vicente Calderón, lungo la riva, si aprirà una spianata gigantesca che potrebbe essere una tela bianca per qualche architetto avanguardista. D’altra parte è quello che è successo anche a Bilbao, che è rinata dal grigiore grazie al pretenzioso progetto di recupero del fiume e alla visionarietà di un architetto geniale. Lo spazio non manca, il fiume c’è ed è bisognoso di cure. Se solo Madrid avesse vinto le Olimpiadi, forse il Manzanarre avrebbe avuto una possibilità. Ora, dovrà aspettare, nell’indifferenza dei madrileñi e dei turisti, e con soltanto i vecchietti, i bambini e forse i poeti ad ammirarlo e a sognarlo migliore!

Samara Croci

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Il progetto di recupero dell’aria del fiume:

http://www.abc.es/canales/nuevo_madrid/index/rio01.asp

Il camino di Madrid, tanto promosso dalla recente amministrazione, malgrado la mancanza di prove storiche della sue esistenza

http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1985

8 pensieri su “La gloria perduta del Manzanarre

  1. Ora che ho appena letto questo bellissimo articolo sarò costretta a rispettare un po’ di più il mio fiume soprattutto per la storia che nasconde e che ovviamente non conoscevo -uno non conosce quasi mai le storie della sua città-. Grazie per farmi imparare un po’!

  2. Pensa che se io sto leggendo il tuo articolo è perchè è in atto un progetto importate:

    west8.nl/projects/all/madrid_rio/
    archdaily.com/111287/madrid-rio-west-8-and-mrio-arquitectos/

    Sulla scarsa importanza del fiume mi trovi completamente d’accordo: fino a questa mattina avrei paragonato il Manzanarre di Madrid all’Aniene più che al Tevere di Roma. Anche se il Tevere avrebbe altrettanto bisogno di un progetto di riqualificazione.

    Buona giornata

    1. Ciao Elena, graze per il tuo link, è molto interessante. In effetti, proprio in questi giorni stanno terminando i lavori di recupero della zona del Manzanarre che passa per Madrid.
      Hanno creato una zona di giardini molto belli con viuzze e piste ciclabili e zone verdi piene di piante, fiori e alberelli. I lavori sono durati molto e immagino siano anche stati rallentati dalla crisi, ma ora il cambiamento ha veramente rivalutato la zona di Pyramides e Marquez de Vadillo! Un bellissimo esempio di miglioramento di una città, esempio che manca a Milano per esempio, e forse anche a Roma, come dicevi tu. UN saluto
      Samara

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