Sotto, sotto…un mondo di contraddizioni

Botero ©Samara Croci

Scopo della terapia che fa da filo conduttore nel film “Gordos” è scoprire le cause dell’obesità e superarle. Ma la realtà ha molte più sfaccettature e grasso vuol dire molte cose. Grassi lo siamo tutti, in un modo o nell’altro, tutti abbiamo qualche corazza di troppo.

Botero ©Samara Croci

E  “Gordos” (Grassi, Daniel Sánchez Arévalo,  2009) parla proprio di questo. Di come siamo complicati, di quello che nascondiamo nei modi più contorti e dolorosi, di quello che vogliamo, ma diciamo di non volere, e di quello che non vogliamo e accettiamo di fare. E poi parla della solitudine, dell’impossibilità di costruirci da soli, senza un altro su cui appoggiarci quando non stiamo più su. I personaggi sono così rotondi, in senso metafisico oltre che reale. Grassi si, nella mente o nel corpo, ma così ricchi di sfaccettature, così contorti ed emozionanti. Bravi gli attori e bravo il regista nel cucire con il suo ago le storie. Nell’entrare in una e uscire dall’altra al momento giusto, senza sfuggire alle contraddizioni e modulando i toni dell’emozione, come nella vita.

Botero, dettaglio ©Samara Croci

D’altra parte, il tema non è nuovo per il regista, Daniel Sánchez Arévalo, che nel suo successo precedente, “Azul oscuro casi negro”, raccontava la storia di un ragazzo che si nasconde, che finge di essere qualcun’altro, che si fa vivere dalla vita e occulta le sue contraddizioni e i suoi desideri.

Gordos ripete e rincara la dose. E’ un film alla e sulla ricerca della vita, della strada giusta. Dove la maternità, il sesso, l’amore e la convivenza sono le sfide. Dove ci facciamo largo rifiutando le cose, nascondendo e fingendo per la maggior parte del tempo. La vita non si ferma, non torna indietro e il finale felice non è mai felice, ma sempre un compromesso, perché è solo così che può finire una storia di vite reali, complicate e difficili. E chi fa da giudice, chi critica perde e cade nel vizio.

Botero ©Samara Croci

Il film si intitola Gordos, grassi, ma è un film sul vizio, qualunque vizio: quello di mangiare, il sesso, la perfezione, lo sport e la solitudine che ci fa cercare costantemente negli altri quello che in realtà nascondiamo in noi stessi.

Tutto, tutto quello che facciamo ha una volontà dietro. Le cose cattive che facciamo agli altri o a noi stessi, quelle buone. Tutto! Si ingrassa per mettere una corazza con il mondo esterno, per farsi lasciare, per mettere alla prova l’amore degli altri. Si tradisce per dimenticare, per toccare il fondo, per mettersi alla prova. E si ferisce anche, per vendicarsi, per punire se stessi e dimostrare di essere una cattiva persona. Siamo totalmente artefici dei nostri comportamenti e del nostro futuro: “Ho ottenuto tutto quello che mi sono proposta” dice Leonor dopo aver distrutto tutta la vita che al principio cercava di salvare, e dopo essere entrata ben bene nel baratro dei suoi “vizi”.

Botero ©Samara Croci

Non rimane che citare le parole di Sofía: “Non sapevo che essere magri sarebbe stato così difficile, c’è molta più pressione che da grassi. Ogni volta che mangio qualcosa mi sento malissimo. Vado subito a vedere le calorie, i carboidrati, i grassi saturi. Cominciai a fare sport e all’inizio, bene. Però poi, quando non andavo mi sentivo male, in colpa. Passo tutto il giorno a guardarmi allo specchio, provandomi vestiti. Perfino quando vado a messa e mi danno l’ostia consacrata mi sento male. Sono ossessionata. Da grassa, sono molto più comoda, a mio agio. Sono gli altri che hanno un problema con l’obesità. Di questo si trattava, di accettarci no? Beh, io mi accetto meglio da grassa”.
Ma come dice lo psicologo, è tutto falso, “perché ingannarci!” La verità è che il grasso copre altre cose, altre paure, attutisce cadute più rovinose, attutisce emozioni difficili da far affiorare. E a volte attutisce la felicità che ci fa paura, perché allora si che c’è qualcosa da cui dipendere, da proteggere e per cui combattere. Funziona il mettersi addosso roba, chili, false immagini di se stessi, credenze rigide, perché non si noti quello che c’è sotto? O bisogna spogliarsi di tutto, come dice il terapeuta al principio? Alla fine, neanche spogliarsi di tutte le corazze funziona, non è possibile, non è umano. L’unica soluzione sembra quella di un equilibrio ogni volta precario, ogni volta rinegoziato, pieno di compromessi.

Ultima regola: guardare sempre alla prossima meta!

Botero, scultura ©Samara Croci

Samara Croci
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Trailer film

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