Stanotte i gitani hanno cantato a Dio

Collegiata di San Isidro Festival Arte Sacro, Madrid ©Samara Croci con cellulare

Da un lato la musica classica, con le sue regole, la metrica rigidamente fissata, un direttore d’orchestra a dare le pause e gli accenti, e uno spartito pieno di note attentamente dosate e fissate per sempre. Dall’altro il flamenco, inafferrabile e sfuggente, di una bellezza rozza e potente e con le sue stonature laceranti e la foga, a tratti animalesca e sacra insieme. Qualcuno direbbe sacro e profano, ma io non sono un’esperta di musica e quello che mi lascia esterrefatta è la perfetta fusione di questi due mondi: la musica classica d’orchestra con coro e il flamenco folle dei gitani. Semplificando di molto, si potrebbe dire che stanotte, cantando a Dio, c’erano, non solo due modi di fare musica diversi, ma anche due filosofie di vita. Da un lato c’era il mondo delle regole strette, della metrica precisa e attentamente studiata che crea capolavori dietro i quali c’è spesso grande studio e perfezionamento, fin nei dettagli. Dall’altro lato c’era l’improvvisazione dei gitani, che vagano per il mondo, che rubano l’ispirazione nell’arte dei posti che li ospitano, nelle persone, nelle emozioni che li circondano. Entrambi i mondi danno vita ad opere d’arte immortali. Ma che succede quando questi mondi si incontrano? Sembra difficile che possano fondersi, trovare un accordo dove la rigidità dell’uno è plasmata dalla spontaneità dell’altro e viceversa, e dove in un perfetto dosaggio di momenti emotivi, emerge ora uno ora l’altro.

Con la spontaneità di una preghiera a Dio e con la compostezza e la sacralità che si addice ad una grande chiesa come la Collegiata di San Isidro di Madrid, stanotte i gitani della compagnia Tito Losada, insieme all’Orchestra Internazionale di Madrid e al Coro Piccolo, hanno cantato a Dio nella serata inaugurale del Festival di Arte Sacro. Alla magia della musica, si è sommata la magia del luogo scelto per questa rappresentazione, la Collegiata di San Isidro, chiesa barocca ed ex cattedrale di Madrid. Lo spettacolo, come molti del Festival, era gratuito e la chiesa si è riempita di gente di ogni tipo: stranieri, famiglie, coppie, giovani e meno giovani.

Fin dal primo urlo lacerante e profondo del cantaor, che ha attraversato la chiesa e tutti noi facendo vibrare le antiche fondamenta con qualcosa di ancora più antico, mi sono chiesta come fosse possibile mischiare il mondo gitano e vagabondo con quello classico e rigido dell’orchestra, dove tutto è frutto di prove estenuanti. Come poteva quel direttore d’orchestra mettere d’accordo il mondo classico con quello dei gitani imprevedibili e sfuggevoli nei loro lamenti e nei loro ritmi. Eppure funzionava e non sembrava che nessuno limitasse l’altro, anzi.

Io sono da tempo un’appassionata di un altro mix di generi: flamenco e jazz che per me hanno raggiunto il massimo livello nell’album Lagrimas Negras di Bebo&Cigala, ma quello era il jazz con il flamenco. Due generi entrambi basati sull’improvvisazione, sull’emozione del momento, sulla follia dei loro interpreti. Questo mix invece di musica gitana e classica, rappresentava tutt’altra sfida!

Verso la fine mi sono chiesta perché fuori da questa cattedrale sia così difficile per questi due mondi convivere. E il pensiero non poteva che portarmi agli eventi italiani, alla cacciata violenta dei gitani dal nostro paese, ai campi bruciati, alle minacce e ai furti. E allora pensando a tutta l’incomprensione di questi due mondi fuori dalla cattedrale, ho veramente sperato che quelle preghiere arrivassero a Dio. Le preghiere di due mondi che non riescono a convivere, ma che forse potrebbero non essere così distanti come si crede. Se solo Dio ascoltasse la voce dei gitani.

Samara Croci

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XX Festival Arte Sacro 16 febbraio-30 marzo www.madrid.org/artesacro

Misa Flamenca. Los Gitanos cantan a Dios. 16/02/2010 Real Colegiada de San Isidro, Madrid

Video promo del Festival: http://www.youtube.com/watch?v=lgHHJamX3vs

Un frammento da un concerto simile fatto in un altro momento: http://www.youtube.com/watch?v=YTrQML263dA

Altro bel sottofondo musicale consigliato da Raúl: http://www.youtube.com/watch?v=x_byKBtaprc

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