La verità solo la verità, vi prego

Transparencia ©Samara Croci

L’altro giorno stavo ascoltando l’intervista ad una psicologa di un centro d’aiuto contro le violenze. Raccontava che sempre, la fase del processo, in Tribunale, peggiora lo stato psicologico e il trauma delle vittime di violenze (pedofilia e stupri). Durante gli interrogatori, le vittime devono affrontare le loro paure più oscure, ricordare, raccontare, difendersi dall’incredulità e da chi mette in discussione la loro parola. Malgrado ciò, ovviamente per casi del genere, la denuncia e il processo sono un passo obbligatorio se si vuole migliorare la società e, in qualche modo, cercare di fare giustizia. E’ inevitabile che il pensiero mi vada anche alle denunce di mafia e a chi sta sopportando una privazione della libertà, un cambio di vita e in alcuni casi quasi una prigionia per aver denunciato la mafia. Da fuori siamo tutti d’accordo sulla necessità di denunciare, ma quando è il momento, molti si spaventano ed è comprensibile. C’è di che spaventarsi. Spesso le vittime devono subire processi terribili ed estenuanti. Penso a chi ha subito uno stupro e viene accusata di aver sedotto i suoi aguzzini. Penso a Saviano, che vive sotto continua scorta dipendendo da altri in ogni sua scelta e ancora, ai giornalisti d’inchiesta che denunciando e raccontando le porcherie che scoprono, sono sottoposti a minacce e processi di diffamazione.

Da poco ho cambiato lavoro e mi capitano sotto mano varie denuncie della gente che chiede aiuto per soprusi e violenze. Alcuni sono disperati, pronti a fare qualunque cosa per dimostrare e denunciare ciò che accade, ma in alcuni casi non è possibile. Cosa fare allora? Come aiutare quando non si possono avere prove dei soprusi? Se un fatto violento non si può riprendere, la tv non lo racconta? Come dimostrare chi dice la verità e chi mente? Ovviamente è giusto che in questi casi si svolga un giusto processo con delle prove tangibili e che si tuteli la presunzione d’innocenza degli accusati. Però a volte vorrei che le cose andassero diversamente e che denunciare le ingiustizie e i soprusi non debba essere un calvario sempre e solo per chi denuncia. So che è una questione delicata.

Se veramente esistesse una persona come il Dottor Lightman del telefilm Lie to Me, tutto sarebbe più facile. Se praticassimo tutti l’onestà radicale di Eli, un personaggio del telefilm, tutte queste cose sarebbero più semplici. E Lightman sarebbe li, a dire con il suo sguardo scrutatore, chi mente e chi dice la verità.

Per esempio, ora ho in mano un caso di corruzione finanziaria: un’azienda ha chiesto prestiti ad una miriade di banche e sovvenzionava un prestito basandosi sull’altro, e sotto tutti i prestiti c’era il vuoto. Ora a farne le spese saranno i lavoratori mentre i dirigenti si sono arricchiti. Non posso evitare di pensare che mentre le banche rifiutavano ad una mia amica un prestito bancario che si sarebbe dissanguata pur di ripagare regolarmente, concedevano invece con tutta facilità prestiti a dei truffatori su grande scala. E non mi dicano che non sapevano cosa ci fosse sotto, non ci credo. Semplicemente speculavano, e anche ora che tutto è venuto alla luce, continueranno a farlo.

Semplicemente la verità, solo la verità, vi prego. Sarebbe tutto più giusto. Ma so che il dottor Lightman non c’è, e la verità non la dice nessuno di noi. Ma se siete d’accordo con me sull’importanza del tema, allora non potrete negare il valore del giornalismo d’investigazione per la società, per la democrazia e per i nostri diritti. Se una persona come Lightman non esiste, la figura che più si avvicina secondo me, è il giornalista d’investigazione. Un giornalista non avrà vita facile come Lightman nel capire chi mente o no, e dovrà sgobbare per le prove, ma lo scopo è lo stesso di Lightman: la verità, o ciò che più si avvicina ad essa.

Però, come si può fare giornalismo d’investigazione nella situazione in cui siamo? Oggi vedevo un’intervista alla giornalista Milena Gabanelli, Diceva che il giornalismo d’investigazione porta inevitabilmente in tribunale, con processi e denunce. Ma quanti giornalisti possono permettersi denunce di questo tipo? Processi eterni ed avvocati, cercando intanto di continuare a lavorare? E se sono free lance? Devono anticiparsi i soldi per un servizio e aspettare dai 3 ai 12 mesi per ricevere il compenso. Senza contare che il giornalismo d’investigazione è forse uno dei generi del giornalismo più cari che esistano: è lento, richiede tempi lunghi d’investigazione, di lavoro sulle fonti e a volte si seguono piste che non portano a nulla. Come si può fare giornalismo d’inchiesta in momenti di crisi? Eppure ce n’è tanto bisogno: le truffe finanziarie e bancarie, la corruzione della politica, il sistema giudiziario in ginocchio, la mafia che interferisce nelle cose del paese, che uccide… Chi ci racconterà tutto questo? Chi lo denuncerà, e a che prezzo?

Pensate cosa succederebbe se anche solo per un giorno i nostri politici subissero lo stesso incantesimo di Jim Carrey in Liar Liar, e potessero dire solo la verità. Ci pensate, quanti problemi risolveremmo in un giorno? Quanti chiarimenti, che bella pulizia e quante vite risparmiate.

Ancora una volta, mentre prego fiduciosa per tutti coloro che denunciano a dura pena soprusi di qualunque tipo, torno al sogno: la verità solo la verità, vi prego.

Samara Croci

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Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.” Enzo Biagi

Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.” Otto Von Bismarck

Chi non conosce la verità è uno stolto, ma chi, conoscendola, la chiama menzogna è un delinquente”. Bertolt Brecht

Un pensiero su “La verità solo la verità, vi prego

  1. che bello! Oggi o ieri Savaino riprendeva la frase della magistratura che ha detto che la mafia è arrivata in Parlamento. poveri giornalisti, sotto i direttori, sotto gli ivnestitori, sotto a politica o i partiti! parlo di quelli attivi, di quelli veri, che fanno investigazione .. e infatti ne moioino alcuni in giro per il mondo!

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