Dettagli per essere invincibili

©Samara Croci

Nel rugby, i minuti di gioco sono veramente pochi rispetto alla durata dell’intera partita. L’azione si concentra in pochi, intensi secondi in cui ogni dettaglio la fa da padrone e decide le sorti di una partita. In Invictus, di Clint Eastwood, quei secondi, significano ancora di più. E per questo Eastwood li rallenta fino all’esasperazione e li riempie di dettagli facendoci sentire il respiro, le ossa che scricchiolano, i muscoli che si tendono, lo scontro, le scarpine conficcate nel fango che scivolano inesorabilmente sotto il peso dei corpi in attacco. E da quei pochi secondi di una partita storica, nasce il sogno di Nelson Mandela. In quei dettagli si nasconde il progetto politico, l’ispirazione, non più solo di una squadra ma di un’intera nazione divisa.

Lo sport, il rugby, è una cosa marginale, leggera e di poca importanza se comparata con i problemi del Sudafrica quando Mandela assume la presidenza. Però lui capisce che quella cosa così insignificante, può avere un potere lenitivo enorme, può spingere alla riconciliazione di due fazioni rivali, può perfino spingere al perdono. Lui lo capisce fin dall’inizio, mentre gli altri lo rimproverano di occuparsi troppo di cose frivole come lo sport. Momenti, dettagli, sono quelli che contano nel rugby, nel cinema di Eastwood così come nella storia di Mandela.

Mandela sa che il fatto che la squadra di calcio nazionale, composta esclusivamente da bianchi, giochi con dei bambini neri delle bidonville, non è affatto un dettaglio e anzi, come dice lui stesso, vale più di mille discorsi del Presidente. Sa che una bandiera è importante, i colori, il cantare insieme una canzone o un inno. D’altra parte, lui racconta di essere sopravvissuto agli anni di prigionia grazie ad una poesia. “Una poesia?!” Gli dice Francois Pienaar (Matt Damon) stupito. Come a dire tutto qui? Ma poi capisce. Mandela conquista con i dettagli anche chi gli sta vicino. Conosce l’importanza di un sorriso, il suo o quello degli uomini della sua scorta durante gli eventi pubblici. Fa i complimenti, ringrazia sempre quelli che incontra per avergli dedicato del tempo. Eastwood coglie subito questo elemento nella storia del Presidente  e decide di raccontare gli eventi e di costruire i personaggi, con dettagli che sembrano futili e invece non lo sono. E non parlo solo dei rallenty durante il gioco ma anche delle piccole storie, come quella che si svolge fuori dallo stadio della storica partita e che riguarda un bimbo nero e una coppia di poliziotti bianchi (che lascio al piacere della visione). O anche la storia della governante della famiglia di Matt Damon che alla fine si ritrova allo stadio con la famiglia di bianchi.

Lei, la governante, sa che i dettagli sono importanti per Mandela. “Digli che il servizio degli autobus è una schifezza e che il biglietto e troppo caro” dice a Matt Damon quando sa che andrà ad incontrare Mandela. Nessuno è invisibile per il Presidente. Lo dice un uomo della scorta a Damon prima del suo incontro con Mandela. Per lui non sono invisibili le persone così come i dettagli, che sono innumerevoli nel film, ma che lascio alla vostra scoperta. Per lui il “fattore umano” (come dice alla sua assistente) è fondamentale, non rappresenta solo una questione politica.

Dettagli che ispirano, che riempiono la vita e danno un significato che unisce le persone e che fa si che il passato possa essere perdonato e che una nazione intera possa guardare al futuro. Un film poderoso, con una grande carica emotiva, politica e sportiva e che nella struttura nasconde tanti piccoli mattoni, ognuno importante, per Mandela come per Clint Eastwood.

Samara Croci

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

http://www.youtube.com/watch?v=3J1Xov0dB5Q

Out of the night

that covers me

I’m Unafraid

I Believe

Beyond this place

of Wrath and Tears

Beyond Hours

that turn to years

I thank whatever

Whatever Gods may be

9000 days were set aside

9000 days of destiny

9000 days to thank Gods where ever they may be

It matters not the circumstance

to rise above

I took a chance

I thank whatever

Whatever Gods may be

9000 days were set aside

9000 days of destiny

9000 days to thank Gods where ever they may be

Oh~ Broken heart that turn to stone

Can break the land but mine is sore

9000 days were set aside

9000 days of destiny

9000 days to thank Gods where ever they may be

I thank whatever

Whatever Gods may be.

4 pensieri su “Dettagli per essere invincibili

  1. ho visto il film ieri sera e dopo la tua lettura apprezzo ancora di più tutti quegli spunti di cui parli. Non avessi già visto il film, andrei a vederlo. Clint E. è sempre grande, misurato. Una critica su Internazionale dice che Clint I ha sfruttato la storia del SudAfrica per per confortare il pubblico americano sul problema della razza. Dice che Invictus offre la prospettiva che ci si aspetta da un messaggioc atartico per i bianchi statunitensi.
    A mio avviso questo non è un film che deve approfondire la storia dell’ apartheid il film non voleva entrare nell’azione politica e non è vero che così facendo svuota il problema riducendolo a un “semplice problema di pregiudizi personali”. Io ho la sensazione che a volte i critici non guardino i film fino in fondo, come quando scrivo una mail… sono pochissimi quelli che leggono tutto!

  2. Sono stato a vedere il film ieri, trascinando stranamente anche 3 colleghi. Ottima film e ottima la tua riflessione/interpretazione.
    Ciao

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