La sala comandi di Dio

"we feel fine" start

L’arte è sempre stata una questione d’emozioni e sentimenti. Anche quando ha abbandonato lo studio rigido della figura umana, delle ombre e delle forme, ha continuato ad emozionare e a provocare i suoi spettatori.

Per questo anche l’ultima creazione di Jonathan Harris e Sep Kamvar, sebbene sia in fin dei conti un programma per computer, un’applicazione sullo stile dei social network, pretende, e secondo me, merita a pieno titolo, l’appellativo di opera d’arte.

Questo programma, visibile al sito We feel fine, è un sistema che quando vi collegate recupera tutti i messaggi che contengono “I feel” o “I’m feeling” e che sono stati diffusi liberamente nella rete nelle ultime ore, e li getta in un limbo, sotto forma di palline e quadratini colorati che rimbalzano impazziti e che possono essere aperti. Il colore identifica il tipo d’emozione: rabbia, paura, inadeguatezza, felicità, ecc… La forma, identifica il tipo di messaggio: foto o scrittura. Sono pensieri, citazioni, sentimenti e foto liberate nella rete attraverso blog, commenti e messaggi liberi che rivelano i nostri stati d’animo. L’esperienza è totalmente visuale. Quando date l’avvio all’applicazione, appare un limbo nero e poi ad un click entrano in gioco le palline. E’ come trovarsi in cima all’Everest, con i pensieri umani e i sentimenti che salgono come una zuppa di palline colorate e ci investono, mentre noi siamo li a guardare, ad ascoltare e se volete, a spiare. Se gia così, l’esperienza è molto visiva, immaginatevi cosa succederà quando si potrà sperimentare in 3d e con la possibilità di muoversi in questo limbo e con le mani, toccare le palline per aprirle e spiarle. Una scena tra Minority Report e quella che immagino sia la “sala comandi” di Dio.

"we feel fine"

In questi giorni sto leggendo un libro (The Numerati) che racconta di come, attraverso le nuove tecnologie, la rete e i social network, ci stiano spiando, contando e studiando. In parallelo però, We feel fine, mostra come le nuove tecnologie possano avere anche un aspetto molto affascinante e come, per fortuna, siano per ora incontrollabili. Se passerete abbastanza tempo in questo limbo, vi renderete conto del caos che c’è in questa zuppa di emozioni. Impossibile controllarle o dargli un ordine. E se si tenta di farlo, l’esperienza perde di colpo quella potenza emozionale, quella magia del caos. Il suo creatore lo ha tentato, nel sito (in alto in rosa) potete analizzare il flusso con criteri di sesso, di età, di origine geografica (USA per lo più), di tempo meteorologico (questa è veramente strana). Io però preferisco l’esperienza caotica.

"we feel fine" filtri

E’ un primo esperimento, non funziona forse come potrebbe, è limitato all’inglese, ma se pensate alle sue potenzialità, è affascinante.

We feel fine, è come una radio sul mondo. Come nei film di fantascienza, quando qualcuno osserva dallo spazio la terra, e sente una “zuppa” di messaggi che il nostro popolo lancia involontariamente verso lo spazio profondo. E’ magico. Un’opera d’arte appunto. Pensate se funzionasse perfettamente e poteste sintonizzarvi sull’Iran durante le manifestazioni e sentire le emozioni, i messaggi che arrivano da li. O nello stesso modo, in Italia, la notte prima delle elezioni, cercando di percepire l’umore generale.

"we feel fine" Iran

Certo, c’è il problema del controllo, ogni tecnologia può essere utilizzata per scopi spregevoli. Però, al momento, la sua complessità e la grande mole di dati che raccoglie, sono tali che un controllo è impossibile. Ci vorrebbero migliaia di super computer per elaborare veramente tutta quest’informazione e dargli un ordine, un senso. Così com’è ora, è semplicemente un’opera d’arte che ognuno potrà usufruire e valutare come crede. Io la vedo un po’ come lo spioncino sulla sala comandi di Dio, dove grazie a questo programma e ai suoi futuri prototipi più avanzati, potremo sbirciare dentro, anche senza la capacità di capire quel flusso e dargli un senso. Potremmo in ogni caso commuoverci per la mole d’emozioni che produce il genere umano, una possibilità che ha intrigato e spinto gli artisti ed i poeti fin dagli inizi della nostra storia. Sono messaggi in bottiglia nell’epoca del 2.0.

Samara Croci

"we feel fine" Iran

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
WE FEEL FINE: http://www.wefeelfine.org/

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