Dei diritti e dell’arte di copiare

Mongolfiere in Cappadocia ©Samara Croci

Ci pensate che, con l’industria dell’aeronautica già avviata, gli aerei non potevano sorvolare i cieli delle fattorie americane perché i proprietari terrieri consideravano che il loro diritto di proprietà andava dalle fondamenta fino al cielo? Alla fine, in una famosa sentenza del 1946 (Stati Uniti vs. Causby) un giudice illuminato si fece guidare dal buon senso (come dice nella sentenza) e decretò che lo spazio aereo apparteneva al governo degli Stati Uniti, permettendo così il volo.

Mongolfiere in Cappadocia ©Samara Croci

Oggi ho fatto un’altra scoperta che vi spiegherò a breve, e che mi ha fatto ricordare degli studi del liceo e dei miracoli che la Storia, quella con la S maiuscola, compie certe volte, se la si vede con la distanza del tempo.

Per esempio, poco prima del Medioevo, l’influenza, il potere e la cultura si spostarono ad oriente. Subito dopo, Roma e l’impero d’Occidente decadono ed entrano nell’oscurità e nell’ignoranza del Medioevo, un periodo di guerre, battaglie, roghi e distruzioni. Per miracolo però, il sapere dei grandi imperi (il greco, il romano, ma non solo) che era stato “copiato”, se volete, e portato ad oriente dai monaci, dai mercanti e dagli esploratori, sopravvive. Il sapere e la cultura, si nascondono e rimangono protetti nelle grandi biblioteche e nei monasteri d’oriente, dove gli amanuensi che hanno copiato i testi originari, poi perduti, passeranno gli anni bui a replicarli e a spargerli ai quattro angoli dell’impero per studiarli, diffonderli e preservarli.

Biblioteca a Praga ©Samara Croci

Biblioteca a Praga ©Samara Croci

Un altro episodio simile del quale sono venuta a conoscenza oggi è quello di un incontro misterioso avvenuto a Firenze nel 1433, tra una delegazione di cinesi della dinastia Ming e la corte fiorentina. Un evento poco documentato e quasi sconosciuto finché lo storico cino-canadese, Wang Tai Peng non lo riportò alla luce. Quello che è importante di quest’incontro, è che vi assistette l’astronomo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli e quest’elemento potrebbe aver avuto ripercussioni storiche enormi. Infatti, secondo Wang Tai Peng, lo scambio di conoscenze scientifiche tra i cinesi, abilissimi in materia di astronomia e cartografia, e Toscanelli, permise i grandi viaggi di Colombo e di Amerigo Vespucci. Sono documentati infatti, scambi epistolari tra l’astronomo e i due viaggiatori in cui lo scienziato racconta di ciò che ha appreso dagli stranieri e di come potrebbe essere utile nei viaggi. Ancora una volta, curiosamente, mentre l’oriente cedeva queste conoscenze, e Toscanelli le copiava e le metteva in pratica, la Cina entrava nel suo Medioevo. Dopo un’epoca di grandi esplorazioni con l’ammiraglio Zheng He, la dinastia Ming crolla in un periodo oscuro e tormentato, mentre in occidente si inaugura l’era dei grandi viaggi e delle grandi esplorazioni.

Libro antico ©Samara Croci

Un miracolo no? Ma allora mi viene da pensare all’attualità. I cinesi hanno passato gli ultimi anni a copiare quello che vedevano negli Stati Uniti e in Europa, a comprare le macchine con cui in Italia tessiamo i tessuti più famosi e ad assoldare i nostri esperti per portarli da loro ad insegnare. Stanno facendo quello che facevano gli amanuensi o l’astronomo Toscanelli. Non è un buon segno per noi, se la storia di ripetesse nello stesso modo del passato, ma almeno sappiamo che la vita continua ed è rassicurante vedere come lo spirito umano, in questi modi contorti, sopravviva sempre e comunque.

Libro antico ©Samara Croci

Riallacciandomi anche alla prima storia, quella dei diritti sullo spazio aereo, alla fine questi tre episodi ci dimostrano anche come la Storia se ne freghi, per fortuna, delle nostre restrizioni, del razzismo e del nostro protezionismo. Oggi la battaglia è per il controllo del copyright nelle merci e in internet. Incapaci di mettere un limite e di regolare una rete che sfugge da tutte le parti, in realtà ci troviamo nel far west più assoluto. Da un lato c’è una generazione (i giovani) che non rispetta e non riconosce nessun diritto e scarica e copia a destra e a manca. Dall’altro, leggi vecchie ed inutilmente restrittive, impediscono ancora una volta “il volo in alta quota”, cioè il nuovo mondo globalizzato fatto di una cultura di condivisione e riciclo continuo. I ragazzi così come i cinesi copiano e diffondono liberamente modificando e mettendo in evidenza l’arretratezza di leggi e di privilegi vecchi e ormai superati. Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse impedito agli amanuensi di copiare gli antichi libri o se la corte Ming avesse citato per plagio Toscanelli per avergli copiato il sistema dei meridiani e dei paralleli da loro inventato e che rivoluzionò la cartografia e i viaggi di lunga distanza?

Webtrend Map

Sono d’accordo sulla regolamentazione dei diritti d’autore, ma bisogna anche essere aperti all’inevitabile e trovare una strada, un percorso nel futuro che già si profila all’orizzonte. I limiti e le imposizioni rigide qui non funzionano. La cultura e il sapere, per fortuna si perpetuano in ogni caso e non hanno mai conosciuto ne conoscono limiti.

Samara Croci

P.S: L’ultima foto è una famosissima mappa di internet, realizzata a partire dalla mappa del metro di Tokio che evidenzia i collegamenti tra i “grandi” di questa industria della rete e ne racconta visivamente l’importanza. (Internazionale la regalò tempo fa in allegato)

Sull’incontro della delegazione Ming a Firenze: articolo su La Repubblica di Federico Rampini

Libro di Federico Rampini: Rinascere con saggezza

Libro di argomento simile, di Loretta Napoleoni: Maonomics

Un video curioso: 

 

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2 pensieri su “Dei diritti e dell’arte di copiare

  1. Samara, la “storia” che (ci) hai raccontato è molto bella.
    Nell’ultimo libro di Federico Rampini, “Slow Economy”, si parla proprio della visita della delegazione cinese a Firenze che citi anche tu e delle “conseguenze” di questa visita sul “futuro” delle esplorazioni.
    Come sempre, sono molto belle ed azzeccate anche le “tue” foto.
    Complimenti

    p.

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