Internazionale a Ferrara: sabato, la lunga strada verso il kebab

La giornata di sabato a Ferrara è iniziata all’insegna della fame. Non la nostra, che eravamo ben nutriti dal pasticcio ferrarese con bignè e ragù, ma quella di cui si parlava nella conferenza “Quando il cibo non basta” con il grande David Rieff (e i suoi stivali texani), Stephane Doyon di Medici senza frontiere e Giovanni Porzio dell’Espresso, come moderatore. La conferenza è stata molto interessante. Il primo punto da chiarire è stata la differenza tra denutrizione e malnutrizione. La prima si verifica nel caso di conflitti e guerre, la seconda è più silenziosa e invisibile, ma si sviluppa durante un tempo molto più lungo. Quest’ultima, la malnutrizione, colpisce 195 milioni di bambini nel mondo che la soffrono in forma cronica. E’ la mancanza, soprattutto dalla nascita ai 2 anni, d’elementi nutritivi fondamentali, e può causare danni celebrali, ritardi nello sviluppo e crollo delle difese immunitarie. Per questo ogni anno muoiono dai 3 ai 5 milioni di bambini per malnutrizione o malattie ad essa collegate. Il dato più scioccante però è che per tutto ciò, esiste già una cura. Sono i “ready to use terapeuthic food”, una cura di principi nutritivi che viene fatta durante un ricovero in ospedale. Il problema è che i costi di queste cure sono piuttosto alti, e i fondi che arrivano a questi programmi, sono scarsi perché non sono casi di emergenze, non ci sono foto tragiche da mostrare per raccogliere gli aiuti e quindi la società non si mobilita facilmente. Rieff con la semplicità e la schiettezza che sempre contraddistingue i suoi interventi, ha detto che è inevitabile che ci sia un “triage” delle crisi, cioè che nella scelta del progetto su cui investire, si intervenga sul più impellente, sulle emergenze. Ha poi citato il motto della stampa americana “if it bleeds, it leads” (se sanguina, vince!) per la scelta di quali emergenze finiscano in prima pagina. Altro elemento che rende difficile l’intervento, a parte la mancanza d’attenzione mediatica, è la reticenza dei governi nel dichiarare che la loro popolazione stia soffrendo di malnutrizione. Questa parola pare richiami altri concetti come fame e carestia, che a loro volta provocano instabilità sociale e politica, cose di cui i governi hanno il terrore. Inoltre, essendo un problema che soprattutto riguarda i bambini, non c’è neppure il rischio che si crei un movimento di protesta. Semplicemente soffrono in silenzio.

In questo campo, i casi d’intervento con successo sono quelli del Brasile e della Cina (cosa che corrobora l’entusiasmo di Loretta Napoleoni nella sua analisi dei recenti cambiamenti in Cina). Un pessimo intervento è invece quello dell’India la cui situazione di malnutrizione ascende a livelli tragici. Il 38% dei bambini di questo paese ne soffre (un livello eguagliato solo dal Congo).

La successiva conferenza è stata quella sulla Corea del nord: “Dietro le quinte del regime”, un tema del quale ammetto che ero a digiuno. I conferenzieri erano Mads Brügger, Pepe Escobar e Brian Reynolds Myers con Junko Terao di Internazionale come moderatrice. Il più interessante è stato Brian Reynolds Myers, autore del libro The Cleanest Race. Lui è stato quello che ha introdotto i punti principali del dibattito per poi coinvolgere agli altri. Si è parlato fondamentalmente dell’errata definizione della dittatura coreana. Secondo il signor Myers, la Corea del nord non è una dittatura marxista con tocchi di confucianesimo come spesso si dice, ma è una dittatura quasi fascista e più simile al Giappone dell’epoca imperiale, con forti tocchi razziali e razzisti. Infatti, il libro di Myers tratta dell’ossessione dei coreani per la purezza della loro razza, un tema che è alla base anche dell’antiamericanismo coreano. Altro punto interessante affrontato è stato l’inadeguatezza degli interventi della dittatura nelle sfide economiche e sociali. E proprio per coprire questo suo grave ritardo, la dittatura ha puntato tutto sullo spauracchio dell’antiamericanismo e della potenza militare e atomica.

Malgrado sia una dittatura, l’appoggio politico al dittatore Kim Jong, non si basa solo sulla dura repressione, ma anche su una legittimazione di massa. Il leader è adorato come una figura genitoriale da molti coreani, e la sfida in questi anni sarà per il figlio del leeder che dovrà subentrare. Egli, essendo vissuto in Svizzera durante i suoi studi e durante gli anni più duri della storia nord coreana, dovrà dimostrare d’essere ancora un vero coreano e di non aver assorbito i deboli costumi della nostra “razza”.

Alla conferenza c’era anche Mads Brügger, il regista di The Red Chapel, un documentario, pare, molto carino, basato sulla storia di una finta compagnia teatrale danese (Mads è un giornalista, ma si è finto artista di teatro) che si reca in Corea del nord per uno scambio culturale e filma di nascosto la vita quotidiana in uno dei paesi più chiusi al mondo.

Dalla Corea, con le sue chiusure e le sue bugie dittatoriali, mi sono recata alla conferenza: “Le Paure degli europei” dove, in anteprima, hanno presentato gli ultimi dati d’ottobre del Rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza. I dati emersi da questa conferenza sono stati illuminanti, e servono come base per molte altre conferenze o interventi ascoltati in questi giorni, soprattutto sulla singolarità dell’Italia, con le sue paure, il suo strano sistema dei media ed il suo aberrante teatrino politico. Proprio per le sue connessioni con altri temi e conferenze, credo meriti un articolo a sé. Vi dirò solo che l’anomalia italiana non risiede tanto nella testa di noi cittadini italiani, quanto nel nostro sistema mediatico. Le nostre paure non differiscono da quelle degli altri popoli europei, però una differenza enorme è la rappresentazione distorta che delle nostre paure danno i media italiani, molto spesso pilotandola a fini politici. Presto approfondirò il tema, intanto, un ringraziamento ad Unipolis per averlo finanziato  e all’Osservatorio di Pavia e a Demos&Pi per averlo realizzato ed avercelo presentato. Spero che quell’aumento di fondi di cui si è parlato nella conferenza arrivi, perché mi pare un lavoro veramente importante.

Mentre la mia fedele corrispondente andava alla conferenza su Obama e la destra americana, di cui vi scriverò presto qualcosa dai suoi appunti, io mi sono recata alla presentazione di Maonomics, il libro di Loretta Napoleoni.

Loretta Napoleoni a Ferrara 2010 ©Samara Croci

In realtà il libro l’avevo già letto, ma Loretta è sempre Loretta, e al festival ha sempre un pubblico affiatato. E non è stata una delusione. La presentazione è stata scandita dalle domande di Giovanni De Mauro, direttore d’Internazionale, e da alcune del pubblico. Il libro di Loretta vuole essere un’analisi su di noi e la crisi economica che recentemente ci ha colpiti, usando la lente del boom economico cinese. Secondo Loretta, malgrado i problemi che la Cina ha ancora, il suo boom e il suo sistema economico può avere diverse cose da insegnarci. Anche su questa conferenza prometto un post più esteso, integrato anche da alcuni concetti del libro. Il punto di partenza è molto interessante, e perfino coloro che non amano la Cina dovranno ammettere che l’analisi della Napoleoni offre spunti importanti di riflessione, soprattutto sulle scelte degli ultimi anni fatte dai nostri paesi e dai nostri governanti.

La mia serata si è chiusa nel chiostro di San Lorenzo con la proiezione fotografica di Christian Caujolle sul tema, iniziato la sera prima, del viaggio. I fotografi di cui si è parlato con i link alle loro foto, li potete trovare nel Blog di Orazio. Io sono rimasta particolarmente colpita dal reportage di Juan Manuel Castropietro in Perù e dalle foto dei guardiani dei musei russi fatte dall’americano Andy Freiberd.

Comprando un kebab a Ferrara ©Samara Croci

Aspettando il kebab © Samara Croci

Domani è un altro giorno, e mezza infreddolita mi avvio con Raúl ed Edoardo a mangiare un kebab all’inizio di via Mazzini. Abbiamo passato un’ora di simpatica coda chiacchierando, con fondo musicale turco (Raúl sa il nome del cantante). Alla fine è valsa la pena, la piadina con il kebab era deliziosa!

Samara Croci

Licenza Creative Commons
samaracroci’s Blog by Samara Croci is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Based on a work at samaracroci.wordpress.com.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...