“Se non ora, quando?”, Milano, 13 febbraio 2011

Piazza Castello, Milano, 13 feb 2011

Parto dalla stazione ferroviaria di un piccolo paese satellite della provincia di Milano. Siamo a soli 20 km, ma un mondo ci divide dalla “metropoli”. La gente di qui normalmente si cura più che altro delle “cose di qui” e non si fa certo scuotere dai milanesi che anzi, quando si trasferiscono da queste parti sono chiamati forestieri a vita. Qui la spesa si fa in paese, le notizie si leggono su “La Provincia” o si vedono in “tivvù”, e a Milano, si va al massimo la domenica pomeriggio, a fare le vasche in Vittorio Emanuele e a dare un’occhiata divertita alle vetrine in cui sono esposte scarpe dai prezzi pari allo stipendio mensile di un operaio medio. Insomma, Milano è lontana dai pensieri della gente di qui per la maggior parte del tempo, e Roma, con gli affari di Governo, ancora di più.

by Samara Croci

Eppure qualcosa è successo, me ne sono resa conto subito, quando alla stazione di questo paesello vedo delle signore di paese con le sciarpe bianche che ridacchiano e chiacchierano sulla banchina d’attesa del treno per Milano. Sono visibilmente eccitate, come delle ragazzine in gita di classe. Io sono diretta alla manifestazione di Milano e penso che forse loro scenderanno prima, a Saronno, non arriveranno fino alla “grande città”. Invece il treno del primo pomeriggio domenicale, sotto una pioggia torrenziale, ad ogni stazione si riempie di donne, uomini, ragazze e perfino ragazzini diretti a Milano. Siamo in piedi, stipati in ogni angolo, e per una volta il trattamento “bestiame” che le Ferrovie Nord dedicano tutti i giorni a noi pendolari, non ci pesa così tanto. Più siamo, meglio sarà. Eh già, chissà quanti saremo. E’ una domanda che mi assilla. Anche un’amica mi chiama per informarsi: “sei già li? Quanta gente c’è?”. La giornata non poteva essere peggiore. Dopo una settimana di giornate calde e primaverili, ci tocca un giorno grigio, uggioso e carico di una cappa di smog che presto si riverserà sulla città in una pioggerellina velenosa e fitta.

by Samara Croci

Finalmente arriviamo tutti, mi guardo intorno e la stazione di Cadorna pullula di gente in arrivo dalla provincia, una massa che mi sorprende e che si muove un po’ spaesata per una stazione che non conosce molto. Qualcuno chiede: “dov’è il Castello?”. “Di là signora, a 2 minuti a piedi”. Gruppi di donne, e non solo, si avviano festose lasciandomi allibita, è una provincia che non pensavo avrei mai visto.

by Samara Croci

Sono le 14.30 e la manifestazione inizia. Arriviamo dietro la fontana del Castello e vediamo giù, piazza Cairoli che si riempie di gente. Facciamo il giro del palco per stare davanti e intanto curiosiamo in giro scrutando le facce della gente. Ci sono tante donne, ragazze, signore anziane, uomini giovani e mariti più anziani, famiglie e nonne con i passeggini. Iniziano gli interventi, alcuni più riusciti, altri meno, alcuni eterni, altri che incendiano la folla e fanno iniziare cori di “dimissioni” o di “vergogna”. Ci sono signore di una certa età che ascoltano e controbattono urlando all’aria come se potessero discutere veramente con i relatori.

by Samara Croci

Io, più che dagli interventi, sono affascinata dalla gente: gente normale, brillante, arrabbiata ma cortese, una folla eterogenea eppure educata e unita. Ho visto solo una bandiera dei PCI, e non mi sorprenderei se gliel’avessero fatta togliere. Il resto della gente era lì, indignata per la deriva culturale dell’Italia. Più che il problema politico, era presente, nella nostra preoccupazione, un problema morale, culturale ed etico. Anche se l’ira e i cartelloni erano contro Berlusconi, si sentiva anche, che la rabbia era più ampia: contro un sistema politico corrotto, incapace, debole e lontano dai cittadini.

by Samara Croci

Ci siamo chiesti se tra la gente in piazza ci fosse chi aveva votato Berlusconi alle ultime elezioni. Io credo di sì, e mi piacerebbe anche che fosse così. Qualche cartello diceva: “bastava non votarlo”. E’ vero, ma credo sia ancor più rilevante che anche chi gli aveva dato il suo voto e con esso la sua delega, gliela stesse ritirando, lo stesse licenziando. Credo veramente che ieri in piazza non ci fosse solo chi appoggia la sinistra, c’era tanta gente anche di centro destra, ex berlusconiani, finiani, leghisti… Va bene così. Perché lo sdegno non può essere di tutti? Giunti al punto in cui ci ritroviamo, perché non possiamo tutti chiedere ad ogni partito un cambiamento?

by Samara Croci

C’era però un tarlo che mi rodeva mentre ero in piazza ad ammirare con passione e affetto tutta quella gente. E se nessuno saprà prendere le redini della legittima protesta e delle richieste di questi italiani? Sarebbe così facile, basterebbe così poco dopo il baratro oscuro in cui siamo stati trascinati. Eppure sembra che anche quel poco, l’opposizione non lo sappia offrire con decisione e unità. Neppure gli egiziani hanno qualcuno che stia prendendo in mano le redini della loro rivolta. Il loro dittatore è caduto e presto cadrà anche il nostro. Quello che verrà dopo sarà la parte più difficile: mantenere l’unità e ricordare le nostre richieste malgrado la caduta del nemico, ritrovare e pretendere un’integrità che si è persa in politica, non fermarci qui.

by Samara Croci

Intanto gli interventi si succedono, so che altre mie amiche stanno seguendo la manifestazione qui a Milano, a Madrid e in altre città. Con alcune abbiamo cercato di incontrarci, ma muoversi qui è impossibile, la piazza è densa di gente.

by Samara Croci

Tornata a casa, accendo la tv per guardare alcuni servizi. Finalmente la BBC, la CNN e TVE possono parlare dell’Italia con dignità ed energia e senza più quei toni pietosi e pieni d’incomprensione che abbiamo spesso sentito nei mesi scorsi. Poi passo alla tv italiana: Sky TG24, RAI TG24 e vedo interventi di gente in piazza che mi stupiscono di nuovo. E’ gente come me, finalmente in tv. Gente che non parla per slogan come i politici, che si esprime fluidamente, con onestà, pacatezza, decisione ed ironia, gente giovane, donne mature e veraci, signore anziane con la saggezza e la simpatia di una vita di lotte e altre, con la schiettezza e la loquacità di una casalinga di provincia. Finalmente vedo una tv che mi piace, in cui mi riconosco, e mi sorprendo di sorprendermi. Dov’è questa gente nella tv di tutti i giorni? Dov’è nella politica? Dove si nasconde questa gente nella rappresentazione che la tv fa del nostro paese? E dove, nella politica che si fa nei municipi, nelle sale delle province e in quelle del potere romano? Perché abbiamo smesso per tanto tempo di parlare e di tenere desta l’attenzione? Perché abbiamo delegato tutto e abbiamo smesso di interessarci della cosa pubblica? Dopo oggi, mi sento meno sola, so che ci sono tanti italiani come me, che vogliono le stesse cose, che meritano e reclamano un’Italia migliore e che faranno molta attenzione alla crocetta che metteranno sulla prossima scheda elettorale. Se così sarà, l’Italia avrà una speranza, avrà una nuova opportunità e noi potremmo far crescere la destra e la sinistra che vorremmo per il prossimo futuro, dando più spazio alle donne e dando nuove opportunità alle facce ancora sconosciute della politica.

by Samara Croci

Signore e signori, questo è solo il prelavaggio! Per il lavaggio in profondità contro lo sporco più duro, c’è da alzare la temperatura delle piazze e inserire il ciclo energico fino a quando non avremo ripulito tutto per bene e andremo alle elezioni. Quello sarà il nostro momento. Lì, è quando dovremo tutti scegliere con attenzione e ricordare il grido delle piazze: “Vergogna!”

by Samara Croci

Samara Croci

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Una video-intervista in piazza a Concita De Gregorio

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