Quando il pensiero supera il gesto…GRAFFITI

Grattifi @SamaraCroci

…Quando il pensiero supera il gesto…un graffito non è uno schizzo illegalmente abbozzato su un muro, ma una finestra verso qualcos’altro. Quando il pensiero supera il gesto, Neo, il protagonista di Matrix, non ha più bisogno di schivare le pallottole, semplicemente le ferma nell’aria. Sembrano due elementi non correlati, ma in quanto figli dello stesso tempo, la filosofia di Matrix, così come quella dei graffiti, hanno molte affinità.

Matrix è stato un film sconvolgente alla sua uscita. Gli autori, raccogliendo tanti altri stimoli precedenti, postulavano che il reale, così come noi lo conosciamo, non è che illusione. Con il dilemma tra pillola rossa o blu, Neo deve scegliere se vivere nell’illusione o scoprire quello che c’è al di la del “velo di Maya”.

Da Matrix in poi, si può dire che qualcosa sia cambiato, abbiamo perso la nostra innocenza e Neo sarà lì a lottare per farci vedere che esistono delle fratture in quel muro apparentemente così solido che è la nostra realtà. Torniamo ora all’arte dei graffiti e in particolare ad un graffittaro che ha fatto fortuna, Banksy.

Quando un graffitaro come lui si lascia catturare dal fascino di un muro, vi vede un limite, un ostacolo, ma anche la potenza dell’inconoscibile che esso nasconde. Vede il muro, ma anche la possibilità di immaginare ciò che sta dietro, le crepe del sistema, le imperfezioni, come in Matrix. Per questo, quando Banksy sceglie il muro tra Israele e Palestina come canovaccio per alcuni dei suoi graffiti, esso non è più solo un muro ma diventa, nei suoi disegni, una possibilità, una crepa verso un mondo diverso. Diventa un muro squarciato attraverso cui si vede un paesaggio alpino o una spiaggia con le palme, o ancora, il muro si annulla, con il disegno di una scala che lo supera o di una bambina che, portata via da un palloncino, lo sorvola.

Banksy l’ha saputo esprimere con una forza e una costanza senza precedenti, ma tutta l’arte dei graffiti è intrisa di questa filosofia, e ad essa si ispira. I disegni dei graffittari si prendono gioco della realtà, spesso ne stravolgono le leggi, ci mostrano, con giochi ed effetti ottici, le imperfezioni del visibile e della quotidianità, giocano con il paesaggio urbano, lo modificano e lo criticano. Spesso sono arte effimera: veloce, fatta in poco tempo, clandestinamente e destinata ad essere presto rimossa, ma non per questo sono meno necessari. La provocazione e l’invito a scoprire una diversa realtà o interpretazione di essa è la loro missione. La Monna Lisa di Banksy ha in mano un lanciamissili, la Regina d’Inghilterra accoltella con lo scettro una donna, i poliziotti inglesi disegnati, fanno pipì sui muri, si baciano tra loro e disegnano a loro volta graffiti sui muri. La realtà è stravolta. Banksy è a volte scanzonato, a volte cinico e altre volte incredibilmente poetico.

Free speach Assange, Madrid ©Samara Croci

Oggi tutti noi, forse proprio come in Matrix, siamo immersi nel mondo dell’informazione globale e della comunicazione, e crediamo, grazie a questa ricchezza di informazioni e di immagini, di essere al corrente di ciò che ci capita intorno e di riuscire a comprenderlo. Ma l’arte contemporanea non vuole lasciarci in questa comoda placenta ovattata, vuole squarciarla, divorarla e riplasmarla, vuole conficcarci in gola, che lo vogliamo o no, quella pillola del risveglio di Matrix. Che sia Neo, un graffittaro come Banksy, un hacker o, per stare aderenti all’attualità, Julian Assange, è innegabile che ci sia un movimento culturale con il proposito di frantumare questa realtà che sempre di più ci mostra le sue crepe e le sue falle. E’ un movimento di contestazione che cammina al limite tra legalità e illegalità, tra legittima espressione e delitto, che infastidisce i potenti e mette in discussione il sistema.

Oggi, le foto dei graffiti di Banksy sono raccolte nel suo libro“Wall and piece”. Prima della stampa del libro, Banksy ha chiesto al responsabile della polizia urbana se avesse delle dichiarazioni da fare prima della pubblicazione. La risposta fu: “Scordati che ti concediamo una dichiarazione da usare nella tua quarta di copertina!”. Proprio sulla quarta di copertina è dove oggi troneggia la dichiarazione del poliziotto. Geniale!

Samara Croci

Questo è il trailer di un documentario recentemente realizzato da Banksy sul mondo dei graffiti. Molto bello, divertente e per niente banale. Lo consiglio vivamente!

Questo articolo è uscito sulla nuova rivista trimestrale “HESTETIKA“, in edicola da febbraio 2011.

Guerrilla Art, a cura di Samara Croci, Hestetika n°1

“…quando il pensiero supera il gesto…” è il nome di un nuovo museo che aprirà a Tradate (VA), dedicato all’arte contemporanea, soprattutto di giovani artisti emergenti.

2 pensieri su “Quando il pensiero supera il gesto…GRAFFITI

    1. Ciao! Grazie mille. Ti consiglio il film se ti capita😉
      E ti consiglio anche un altro artista dei graffiti: JR. Ha iniziato ora ora un nuovo progetto artistico a cui chiunque può partecipare (http://www.insideoutproject.net/ )
      Se partecipi fammi sapere😉
      Un saluto e grazie di essere passato di qui! Ti farò visita anche io.
      Samara

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...