Il mio tesssoro di storie ferraresi

Mamma mia, sono ancora nel turbine d’impulsi dettati dalle conferenze di questi tre giorni a Ferrara. Per il sesto anno di fila, ero in questa bella città per il festival di Internazionale.

Raccolta storie, Internazionale a Ferrara

Ho così tante cose da raccontare, mille appunti presi con frasi, storie, idee e suggestioni che so già, matureranno con il tempo come i migliori frutti. Perché Internazionale è così, non ti da ricette preparate, non ti da soluzioni, opinioni e notizie che invecchiano e muoiono il giorno dopo, ma semina, sperimenta e smuove idee che poi trovano il loro spazio ed il loro destino nel tempo.

Ho già detto altre volte che Internazionale è così bello perché da delle chiavi per l’attualità e getta semi che svelano la loro potenza nel tempo. Anche quest’anno, mi porto via il mio sacchetto di semini preziosi, tutti segnati sul mio taccuino. Ma non li tengo stretti, non avrebbe molto senso. E allora non vedo l’ora di condividerli con voi, con tutti, qui nel web e soprattutto nella realtà vera.

C’è un po’ di tutto. Nel mio sacchetto di semini ho un pezzetto della disillusione di Eric Josef, di Libéracion, sull’efficacia delle politiche degli stati europei con la loro “politica di condominio” e ho le esortazioni di Jon Lee Anderson all’opposizione disgregata in Siria. Ho le denunce di Salam Kawakibi sulle strumentalizzazioni della guerra civile in Siria e ho le piccole storie di tante attiviste sparse in numerosi paesi arabi. Piccole storie, che stanno cambiando il mondo in modo silenzioso. Come Manal, che mentre cerca di cancellare il diavolo nascosto nella musica pop del fratello, scopre la sua lotta per la libertà come donna dando vita ad una rivoluzione fatta di piccoli gesti pericolosissimi. O come Ghada, venuta a raccogliere fondi per una battaglia iniziata con i graffiti di alcuni ragazzini di nove anni sui muri di Damasco. Ho anche raccolto i racconti di alcuni straordinari reporter polacchi, che seguono le orme di Kapuscinski e documentano dettagli e storie sapendo che ciò equivale a costruire la memoria dei popoli su genocidi e rivoluzioni, impedendo che l’oblio renda l’ultima vittoria agli aguzzini di così tante guerre. E ho anche raccolto storie che mi insegnano di come a volte il denaro e la potenza economica non bastino per comprare la coscienza di un popolo, per pilotarlo o per comprare le informazioni su attivisti anonimi che combattono nella rete contro il sistema. A volte, non sempre, però a volte si.

Non vedo l’ora di aprire il mio sacchetto di semini da piantare e vedere con voi cosa nascerà. Intanto, raccoglierli, è stato un onore e ringrazio ancora una volta Internazionale per questo!

Samara

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2 pensieri su “Il mio tesssoro di storie ferraresi

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