In fondo non ho mai fatto altro: storytelling!

Da qualche settimana sto preparando un corso sullo storytelling digitale, anzi dovrei dire tre corsi. Il tema è lo stesso nei tre ma il mio pubblico varia: da una prima media che vuole raccontare storie sul Medioevo, a due terze medie che dovranno farlo sulla prima guerra mondiale, fino a un gruppo di adulti con interessi tra i più diversi.

Mi conosco, sono fatta così. Ho periodi in cui mi documento, studio, guardo cosa è stato fatto, lo elaboro, costruisco un racconto su tutto quello che ho scoperto e poi, inaspettatamente ho delle illuminazioni che mi stupiscono perché inaspettate e perché potenti. Oggi ne ho avuta una.

Questo lavoro mi è capitato inaspettato, non sono andata a cercarlo. Non ho mai pensato di raccontare qualcosa che avesse a che fare con la Storia. Però mi ci sono messa e per settimane ho rispolverato i libri di storia, documentari e romanzi sull’uomo nel Medioevo che un professore delle superiori illuminato ci aveva obbligato a leggere. Mi piace la Storia quando è ben raccontata. Di colpo, un buon racconto sulla Storia mi conquista e fa crollare quel muro fastidioso creato ai tempi della scuola con anni e anni di studio delle date, delle battaglie, dei nomi di posti sconosciuti, dei dati… La storia invece mi conquista! Ma non è questa l’illuminazione, no. Questa è la base del corso che sto tenendo.

L’illuminazione l’ho avuta oggi guardando questo video meraviglioso che lo sharing online ha fatto arrivare tra le mie braccia

Ken Burns; on story

E allora ho capito come molte cose nella vita arrivano perché sono destinate proprio a te. Vedete, l’inizio di quella che considero la mia vita adulta, è stato con la mia tesi di laurea. Per un lusso che a pochi è concesso, ho potuto scegliere il tema e ho avuto un professore così illuminato (Daniele Maggioni) da concedermi di sguazzarci dentro come volevo mentre lui mi dava tocchi leggeri per guidarmi e far si che non mi perdessi. L’argomento era il superamento della paura della morte tramite il cinema di fantascienza. Era una tesi di cinema, ma volevo anche che fosse profondamente filosofica e psicologica.

Oggi scopro che sto ancora lavorando a quella tesi, inconsapevolmente, ha dato forma al mio pensiero e impulso al mio bisogno di raccontare. Non è la prima volta che mi succede, mi era già successo con un video che avevo fatto a mia madre tempo fa (uno dei miei primi!) e con un articolo di questo blog che avevo scritto sull’onda proprio di un’altro momento flash che avevo avuto.

figlie by Samara Croci

Ken Burns nel video che vi ho suggerito sopra racconta della sua paura della morte e del suo tentativo di riportare in vita i morti con il racconto di storie basate sulla Storia. E’ una cosa che avevo sotto gli occhi: ho riletto la Sontag (Susan Sontag) per il corso, ho rivisto J’Accuse! di Abel Gance – “tornate in vita morti di Verdun! – e ancora non avevo capito, non si era accesa la scintilla. Da li veniva la passione che l’argomento ha risvegliato in me, da li l’entusiasmo e il lavoro fatto. Ho visto così tanti video, progetti di storytelling, lavori vari in questi giorni di ricerca. Ho trovato racconti interessanti sulla Storia e su come riportarla in vita e in realtà lavoravo sempre sullo stesso tema di sette anni fa. Per l’ennesima volta sono li a studiare le strategie di storytelling che l’uomo mette in campo per allontanare da se la paura della morte, per sfidarla riportando in vita i morti e i fatti ormai scomparsi. E’ un potere meraviglioso e un meccanismo magico che mi lascia incredula ogni volta che avviene con successo.

Semplicemente questo. Volevo condividere con voi questo pensiero e questo video. Voi avete qualche racconto di Storia che vi è piaciuto?

Samara Croci

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