Una finestra nella mente

Che meraviglia ogni volta che trovi un libro capace di incantarti e farti scorgere oltre la vita di tutti i giorni! Ora però vengono le domande!

Il libro è “La cotogna di Istanbul” di Paolo Rumiz (anche l’audiolibro vale veramente la pena).

E’ un romanzo affascinante che racconta di un amore profondo, intenso, che chiama a se le radici più antiche della cultura dei Balcani, della “saudad” portoghese, delle migrazioni ebraiche, arabe, turche e della guerra nei Balcani.

Si parla di un frutto che per conto mio potrebbe essere mitico: la cotogna. Che sapore ha? Il dolce e misterioso dubbio mi assillerà per molto credo. Forse potrei comprarne una via internet?

Ma i pensieri che mi assillano sono altri. Dove è finito quel mondo magico e profondo, quei presagi e quei sentimenti oscuri, insondabili, struggenti di cui racconta Rumiz?

Finestra (Colombia) ©Samara Croci

Finestra (Colombia) ©Samara Croci

Dov’è quell’Europa dalle radici così ricche e intricate? (Sicuramente non a Strasburgo o a Bruxelles!) Dove sono quei personaggi che si perdono nel pensiero dell’origine della parola “saudade”? Che si muovono e riflettono sulle correnti culturali, le tradizioni, le leggende, le ballate e i sapori di Oriente ed Occidente? Dov’è quest’Europa nascosta e potente dove il bello non è bello puro, ma nasconde in se la morte e il dolore e ne rivela il fascino?

Come abbiamo potuto perdere tutto questo? Come ho potuto io? Quell’infinita serie di sfumature di grigio, quelle ombre così sibilline, così vaste e appassionanti. Com’è che le cose che ci circondano, quando il sapore della vita si svilisce, diventano semplicemente, belle, fighe, brutte, schifose o noiose? Dove sono tutti quegli aggettivi caldi e avvolgenti che si fermano ad assaporare una parola prima di decidere di accompagnarla, quelle sfumature, quei pensieri gravidi che oscillano coccolando o tormentando le idee prima di legarsi ad esse ed assillare gli individui per farli vivere, viaggiare, amare…

Tutta quella pienezza, non so com’è per voi, ma a me sfugge nella vita quotidiana e a volte sfugge per così tanto tempo che quando la ritrovo, come nel libro di Rumiz, ne sono sconvolta come quando vedo una foto stampata in b/n di Ansel Adams dopo aver visto per troppo tempo foto sullo smartphone.

Mi chiedo? Non mi starò perdendo qualcosa? Ho bisogno di stimoli che mi allarghino lo spettro, costanti, potenti e contrastanti.

Da questo punto di vista, la citazione iniziale nel libro non poteva essere più suggestiva:

Incoraggiate coloro che vogliono

aprirvi una finestra nella mente

serbatene con cura le parole

nel chiuso di una bella cassapanca

come si fa con le mele cotogne

e per un anno intero i vostri panni

avranno la fragranza delle idee.

-Le vespe di Aristofane-

Samara Croci

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5 pensieri su “Una finestra nella mente

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