Primo giorno – Festival di Internazionale 2014

Oggi é iniziato il festival. Beh, in realtà già ieri con alcuni documentari e film, ma siccome la tradizione vuole che il primo giorno sia il venerdì, eccomi qui, ufficiosamente al primo giorno di questo festival giunto ormai al settimo anno.
Ed eccomi qui a riassumere la giornata di oggi, poi ci sarà forse tempo per un po’ di riflessione.
La giornata si é aperta allo stand in cui si ritirano i tagliandi per le conferenze del giorno. Prima novità di quest’anno e molto comoda. Si ritirano tutti i tagliandi necessari per la giornata e poi non ci si pensa più. Grandioso! Anche se domattina ho paura che si comincerà all’alba!
Poi premio alla giornalista siriana Maisa Saleh seguito da incontro in cui la Saleh é stata intervistata da Francesca Caferri di Repubblica con la fortunata per noi presenza anche di Lorenzo Trombetta.
La Saleh ha una storia interessante. Era infermiera, ma con le prime rivolte in Siria, da attivista é diventata giornalista autoproducendo, da sola, alcuni reportage che denunciavano la situazione e che lei pubblicava su youtube. Malgrado tutte le precauzioni nel tenere celata la sua identità, la polizia l’ha riconosciuta e arrestata, tenendola in carcere e torturandola fino al suo rilascio in uno scambio di prigionieri. Nel frattempo, mentre era in carcere, la sorella é stata rapita dai terroristi e di lei non si sa piú nulla.
La Saleh ha parlato del regno del silenzio, la Siria di Assad in cui migliaia di storie di soprusi e violenze sono rimaste nascoste per anni. Due esempi su tutti: la storia del fantino che ha osato sfidare il figlio di Assad e vincerlo in una corsa a cavallo, finendo in carcere a vita e la storia degli eventi di Hamá dove sono morte 40.000 persone sepolte nei giardini pubblici. La Saleh ha insistito sulla gravità di queste storie che scompaiono nel silenzio imposto dal regime.
Ora la Saleh vive in Turchia e da li sta per iniziare a raccontare alcune di queste storie nel suo nuovo programma “il volo della farfalla”. Sempre da li continuerà a ricordare a tutti di come la rivoluzione nata 4 anni fa dal popolo sia sempre stata politica e non religiosa come ora il regime ci spinge a pensare e continuerà anche a mettere in guardia tutti dall’Isis, il più grande nemico della rivoluzione!

Parte del discorso sull’Isis é continuato nella conferenza “L’esplosione” su terrorismo, scontri settari e stati a rischio. Qui si é parlato della Guerra Fredda in atto tra Arabia Saudita e Iran per estendere la loro area di influenza. Una battaglia che segna ed influenza molti dei conflitti attuali nel mondo arabo.
Tornando al tema Isis-Siria, Stephane Lacroix e Karl Sharro hanno parlato del vuoto che si é creato e che ha lasciato spazio al successo dell’Isis. In questo momento é necessario trovare un’alternativa sunnita all’Isis, che sia credibile e forte e che possa dare risposta ad una popolazione e ad una società civile violentata. Se si bombarda la Siria e l’Isis e non si crea intanto un’alternativa, si rischia di scavare ancora di più quel vuoto che alimenta l’estremismo e il settarismo. Da questo gioco la Fratellanza é esclusa ormai perché si é bruciata per fretta di imporre la sua agenda politica. Mentre i Curdi, sono troppo concentrati sul locale della loro causa per poter rappresentare una forza sufficiente.

Infine c’é stato l’incontro “La spina nel fianco di Pechino” sulle tensioni tra Uiguri e cinesi Han. Molto interessante e importante qui l’intervento in skype da Hong Kong, di Nicholas Bequelin di Human Right Watch. si é parlato del razzismo che colpisce gli uiguri trattati da cittadini di serie B e dell’aumento impressionante di cittadini Han che si spostano come coloni a vivere nello Xinjiang (passati dal 2/3% del 1950 al 50% oggi). Anche qui il terrorismo é usato come arma dal regime di Pechino che urla ai terroristi uiguri cercando appoggio per la repressione. Il rischio, anche qui, é che, non ascoltati e anzi con una politica repressiva sempre più forte, anche gli uiguri possano veramente aumentare la spirale di violenze.

La serata si é conclusa da Caujolle che ha presentato una serie di fotografi che fanno reportage in formato panoramico, partendo da Jens Olof Lathein, questa settimana in Portfolio di Internazionale. Domani, si parla di Tailandia.
Per ora buonanotte!
Samara

P.S: L’immagine è un mio adattamento del logo del Festival per farne un giochino sui tre giorni.

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TERZO GIORNO

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