E’ ora di uscire dalla caverna

In questi giorni non posso smettere di pensare al mito della caverna di Platone e alla Grecia. Sicuramente quelli dentro la caverna siamo noi cittadini europei tutti, e fuori, a scegliere le forme da mostrarci e le ombre da animare c’è la troika. Ma la mia domanda, che forse solo la storia risolverà è se sono i greci che sono scappati dalla grotta, hanno visto la verità e tornano ad avvertirci, o se siamo noi quelli che hanno visto come funzionano le cose e ammoniscono i compagni ad aprire gli occhi. Propendo per la prima ipotesi. Credo che i greci, al di la di come andrà il referendum oggi, ci stiano aprendo gli occhi su quanto sia antidemocratica quest’Europa. E bisogna ammettere che c’è dell’ironia nel fatto che siano proprio i greci – che per anni l’hanno nutrita e fatta crescere la democrazia – a farci notare come si stia affievolendo.

Propendo per quest’idea perché anche a livello mondiale si notano gli stessi meccanismi dei quali tanto ha parlato per esempio Naomi Klein. Grandi corporation, grandi interessi che muovono ormai una politica che non ha nulla a che fare con i cittadini. E l’Europa non fa eccezione, con i suoi accordi di libero commercio che imitano quelli già da molti condannati degli Stati Uniti, con le sue leggi del latte in polvere e delle etichette dove non si parla più di dove il prodotto sia fatto o elaborato. Insomma, è raro vederli combattere per una legge che migliori la vita di noi piccoli cittadini e di piccole realtà. Ma questo sarebbe ancora un elemento con margini di miglioramento.

Il punto però è soprattutto la mancanza totale di democrazia in Europa. Finché dettavano piccole riforme più marginali, nessuno l’aveva notato, ma ora si sostituiscono al governo di un paese e pretendono di punire i cittadini che l’hanno eletto perché hanno votato male. Una cosa che mi ricorda moltissimo il governo israeliano con i palestinesi che avevano votato democraticamente per Hamas.

gente cartelliForse qualcosa mi sfugge ma chi ha dato il potere alla troika di decidere vita e morte sui paesi europei? Perchè la Merkel parla e decide cosa fare con la Grecia. Io non le ho dato questo mandato, non l’ho neppure mai votata e così tutti i cittadini europei, a parte i tedeschi. Ha forse voce in capitolo perché è il maggiore creditore della Grecia? Allora, se il prestito europeo significava che mollavamo la Grecia in mano alle volontà dei suoi creditori, potevano pure affidarsi a degli strozzini, se non c’era tutela offerta da parte di istituzioni democratiche. Non capisco. Ma il pensiero più martellante nella mia testa è come ci liberiamo da questa troika?

Il mio professore di educazione civica al liceo diceva che un sistema democratico è quello che anche quando un elemento del sistema impazzisce e pretende cose inconsulte, il resto del sistema, per come è strutturato riesce a bloccarlo. Qui non è certo così. Che potere abbiamo noi cittadini per far sapere la nostra a governanti che non abbiamo eletto?

Il referendum allora mi pare una soluzione, per quanto dolorosa, per far sapere la nostra opinione. E anche se forse non si sarebbe dovuti arrivare li, non la trovo una cattiva mossa di Tsipras, anzi. Mi ricorda anche questo la scelta offerta a Socrate fra la cicuta o ritrattare tutta la sua filosofia. Non una scelta di grande libertà in effetti, ma una scelta almeno.

Anche questo è curioso. Con paesi che non sono proprio amici e fratelli passiamo anni a fare fini contrattazioni diplomatiche segrete, ad offrire benefit in cambio di ciò che vogliamo (vedi l’Iran con il nucleare) e poi con i nostri fratelli facciamo grossolane contrattazioni dalle proposte assurde che sembrano avere il solo scopo di mettere all’angolo un governo legittimamente eletto e coprirlo di ridicolo. Non è una grande contrattazione! E la Germania, con i suoi debiti di guerra umilianti dovrebbe saperne qualcosa.

Tutto ciò per dire che io quest’europa che tanto in passato ho amato e difeso, non la voglio più, non così e non senza la Grecia. Mi chiamo fuori, non mi rappresentate più! Triste, ma forse l’Europa era un sogno ancora troppo grande per noi, oppure è un sogno, che rimane come tale ma ha bisogno di tutte le nostre forze per essere costruito, e questa “imago” che abbiamo davanti non c’entra nulla con il reale progetto europeo. Forse è questo che ci stanno dicendo i greci. Quelli che pensavamo Dei, che ci mostravano le ombre e luci di un progetto europeo, forse sono solo uomini che manovrano una finzione fuori dalla caverna, ma il loro non è un mondo, è un’illusione a cui abbiamo creduto. Ora è tempo di uscire dalla grotta e spegnere quella serie di immagini che come Alex di Arancia Meccanica ci propinavano forzatamente come fosse l’unica alternativa possibile.

Samara

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“A cosa serve l’utopia? Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai”.

“A questo serve. A camminare”.

Eduardo Galeano

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