Progetto:RACCONTI

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Avete presente quella sensazione che si prova quando si finisce un bel racconto. Si rimane lì, con la testa ancora in quell’universo piccolo ma immenso che ci ha catturati completamente e si fissa quell’ultima riga con la voglia impossibile di proseguire. Ci si aggrappa alle ultime sensazioni, alle ultime frasi, per pochi sfuggenti minuti, sperando di rimanere nel racconto. Si immagina oltre, si ripercorre indietro per assaporare di nuovo, si rivive quel viaggio pazzesco e sconvolgente che in poche pagine e in una decina di minuti si è vissuto.Così è stato l’incontro di stasera con la casa editrice Racconti presso la libreria Arcadia di Rovereto.
Giorgio, della libreria, ha dovuto mettere fine all’incontro, ma la mia sensazione è che avrebbe potuto continuare ancora con diverse domande, tra cui le mie. Ho mille curiosità.

I nostri ospiti, prima ancora di parlare dei libri del loro catalogo, hanno citato decine di altri autori di racconti che ammirano e che hanno letto quando stavano dando forma al loro progetto editoriale. Ci troviamo davanti 2 trentenni che dopo aver studiato filosofia ed aver fatto un master in editoria alla Sapienza hanno pensato di aprire una casa editrice e, dopo aver colto segnali nel mercato, hanno deciso di avventurarsi nello strano (in Italia) mondo dei racconti con una casa editrice dedicata a questa forma di narrativa che qui da noi non è molto comune. Mi rimane il dubbio se non lo sia perché non ci sono lettori appassionati o perché non ci sia la volontà o il coraggio delle case editrici. E poi, altra domanda, se in Italia ci sono lettori di racconti, chi sono? E poi, mentre all’estero esistono varie riviste di narrativa che raccolgono racconti, in Italia non mi pare esistano. Come possono giovani scrittori italiani cercare di emergere all’interno di questa forma narrativa? Forse la neonata casa editrice ha in cantiere qualche iniziativa per scoprire giovani o meno, talenti nostrani e stranieri? Magari con una futura rivista di racconti? Chissà. A me, che ogni Natale divoro il numero speciale racconti di Internazionale, l’idea piacerebbe moltissimo.

In ogni caso l’incontro è stato un viaggio appassionante tra i titoli della Racconti, tra i “dietro le quinte” che i ragazzi hanno voluto condividere con noi e tra i numerosi nomi di autori di racconti che sono stati nominati. Il mio racconto della serata sarebbe veramente povero e la mia penna ha sicuramente perso tante cose del fiume di spunti, nomi e storie che sono stati presentati.

Partiamo dai nomi che, a noi assetati di autori da scoprire o da rileggere, piacciono sempre: Kafka (da cui la casa editrice ha preso il suo simbolo, lo scarafaggetto a pancia in su), Roberto Bolaño, Shirley Jackson, Bernard Malamud, J.G. Ballard, Flannery O’Connor, Michele Mari, Ismail Kadare, E. T. A. Hoffmann, Jack Vance, Andre Dubus.

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Per quanto riguarda il catalogo, è illustrato fin troppo bene sul loro sito.

Io ho acquistato:

cop_woolf-1-494x741Oggetti Solidi di Virgina Woolf. E’ una raccolta di racconti e altri prose, curati da Liliana Rampello che per definire quest’insieme di storie della Woolf usa la bellissima definizione di “brusio dell’essere”, riscattando l’immagine mortifera che ha intrappolato Virgina Woolf dopo il suo suicidio. La scrittrice Eudora Welty su questa raccolta di racconti ha scritto: “perfetti come tele di ragno” e in effetti il libro è alla prima “seconda edizione” di questa casa editrice che ha solo 1 anno di vita.

cop_jones-1-494x741Albero di carne di Stephen Graham Jones. Lo scrittore è un pellerossa americano appassionato di Elvis che scrive letteratura di genere horror/pulp. La sua forza maggiore sembra sia la creazione di trame forti, spesso vicine allo stile di King, soprattutto con il tema dell’infanzia e della paura del buio e delle minacce del mondo adulto.

Qui un racconto che si può leggere online: Nel nome del coniglio.

3-4-489x741Sono il Guardiano del faro di Eric Faye. Questo è un libro di filone più kafkiano, irreale, ma anche poetico e lirico. Faye ambienta i suoi racconti in luoghi metafisici con dettagli ridotti all’osso per creare dei “non luoghi”. I racconti sono spesso una metafora della solitudine o riflessioni estemporanee che a volte virano sul fantastico.

Altri titoli sono:

Appunti da un bordello turco di Philip Ó Ceallaigh. Primo libro pubblicato dalla casa editrice. Si tratta di un autore irlandese stabilitosi dopo molti viaggi di avventure a Bucarest. Di lui si è detto che “aleggia sopra un pericolo enorme, ma lo fa sorridendo”. Parte da situazioni scabrose per dare il via a incredibili derive filosofiche.

Karma Clown, dispacci da una nazione iperreale di Altaf Tyrewala. Questo è ambientato in India, a Bombay e racconta storie dall’India contemporanea stretta tra tradizione millenarie fortissime e una voglia di modernità che freme per esplodere. Si mescolano un’ironia sferzante con il senso di nostalgia verso un mondo che sta scomparendo.

Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin. L’autore, afroamericano, è stato definito un campione dell’omosessualità, per l’imbarazzo che suscita negli americani ma anche tra gli afroamericani stessi di fronte al problema razziale. Nel blog della casa editrice c’è un’interessante intervista.

Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry. E’ un romanzo di racconti che introduce nel catalogo della Racconti, il tema della coralità di voci. Il libro è infatti una serie di storie intrecciate che uniscono frammenti di vita di persone tutte di etnia parsi – minoranza in India – che vivono nello stesso quartiere. La raccolta però non ha il tono della denuncia, ma vuole raccontare una umanità che vive minacciata e che l’autore racconta con un umorismo grottesco e grande fluidità narrativa.

Tutti gli autori che la Racconti ha scelto di pubblicare sembra abbiano in comune un’irrequietezza geografica, come Giorgio (dell’Arcadia) l’ha definita. Sono infatti tutti dei giramondo, che hanno fatto i lavori più diversi e vissuto tra culture aliene spesso sentendosi minoranza. E da questa posizione di minoranza raccontano il mondo, ognuno a suo modo e con il suo stile.

Io rimango con tantissime domande su questo genere letterario così sconvolgente e complesso che chiede ai suoi autori nient’altro che la perfezione moltiplicata per decine di volte in un solo libro.

Un bellissimo progetto editoriale a cui, malgrado la passione per le “short stories”, auguro una lunga vita!

Samara Croci

P.S: per rimanere aggiornati sulle attività della Racconti, potete iscrivervi alla loro newsletter dalla home del sito o seguire il loro interessantissimo blog – Altri Animali – ricco di moltissimi spunti per chi ama i racconti.

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Agata (e la tempesta) ha detto:

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:
    Le impressioni di Samara sull’incontro all’Arcadia di ieri con i ragazzi della nuova casa editrice Racconti

  2. Leoni Gianni ha detto:

    Bell’articolo Samara, ti segnalo che in biblio a Rovereto tra le novità ho visto un libro che raccoglie tutte le riflessioni teoriche di Cortazar sul tema racconto e scrittura breve (conferenze, articoli etc.).Ho letto qualcosa di suo sul tema e dice cose molto interessanti.

    1. samara ha detto:

      Bello! Grazie della dritta! 😉

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