I consigli del circolo dei lettori dell’Arcadia di Rovereto

Venerdì scorso c’è stato il primo incontro del circolo dei lettori della neonata libreria Arcadia di Rovereto che già in abitualmente propone una serie di fantastici percorsi letterari (libri in cornice o per passare qualche ora veloce) e piccoli bigliettini sui libri che invogliano alla lettura.

Il circolo dei lettori è una novità che credo tutti saranno felicissimi di ripetere ogni mese perché ha saputo darci degli spunti pazzeschi. Io non la finivo più di prendere appunti.

Rispetto ad altri circoli letterari qui non si legge un libro al mese di cui poi si parla, ma sono i due librai della libreria che parlano delle ultime scoperte o proposte, raccontano i libri e poi si divaga liberamente con proposte e discussioni da parte di tutti.

I nostri due librai (uomo e donna) parlando sembravano veramente mixati ad arte. Uno iniziava raccontando un libro con il suo stile e il suo ritmo e poi subentrava l’altra con un altro stile di racconto, un altro ritmo, un altro libro e altre suggestioni. Il tutto come in un poema interlacciato e fluido, intercalando pezzi di lettura con commenti e anche piccoli test divertenti. Fantastico!

Beh, ed ecco qui gli spunti emersi con qualche appunto che ho preso al volo:

Abbiamo iniziato con “Andarsene”, editore Sur di Rodrigo Hasbún , uno scrittore e sceneggiatore boliviano, di origine palestinese, incluso da molti nella lista dei più importanti scrittori contemporanei. Il libro racconta una storia a metà tra finzione e realtà storica. E’ la storia di una famiglia di tedeschi in cui il padre, nazista, si rifugia in Bolivia e sogna di esplorare antiche rovine archeologiche mentre una delle figlie diventerà comunista e sarà nota come la vendicatrice del “Che”. Ogni capitolo è raccontato da un personaggio della famiglia ed il libro è stato presentato come uno dei più interessanti apparsi ultimamente.

Altro libro è “Sancturay line” di un’autrice canadese (Urquhart Jane) lodatissima anche da Alice Munro. Qui si parla di luoghi, posti che formano l’identità e il carattere delle persone e colpisce la capacità dell’autrice di evocare sensazioni e sentimenti.

Collegandosi con Alice Munro, abbiamo iniziato a parlare di racconti, un genere che sarebbe in teoria molto adatto alla contemporaneità, con i suoi ritmi frenetici e i suoi spazi limitati, ma che in Italia non decolla. Per questo è stata citato come molto coraggioso il caso di una nuova casa editrice italiana, la Racconti Edizioni che presenterà i suoi primi libri al Salone del libro di Torino.

Altro libro, di racconti è quello dell’autrice Lucia Berlin con “La donna che scriveva racconti”. L’autrice è morta recentemente e la sua vita è avvolta dal mistero. Pare sia forse nativa dell’Alaska, che abbia fatto una vita da girovaga, facendo molteplici lavoretti, alcolista, e che solo alla fine, abbia trovato la pace insegnando scrittura creativa in una scuola. Per i suoi racconti, tutti molto diversi l’uno dall’altro, l’autrice ha ovviamente tratto un incredibile bagaglio di esperienze dal suo quotidiano. Abbiamo letto il racconto “Macadam” e in effetti colpisce la capacità dell’autrice di giocare con le parole e di rendere i suoni reali con parole quasi onomatopeiche e dal ritmo serrato.

Sempre consigliata è la raccolta di racconti “Sette Maghi”, di Laxness Halldór edita da Iperborea. I racconti sono ambientati in epoche e luoghi diversi.

C’è poi un libro, “Il Deserto”, di Jorge Baron Biza, che stava per essere scelto come libro in copertina di maggio, ma i nostri librai dell’Arcadia hanno detto che ha una storia irraccontabile quindi si dovrà credergli sulla fiducia ed il libro non è arrivato “alla cornice”, ma è consigliatissimo. Da quel poco che hanno “tentato” di raccontarci, mi ha incuriosito molto. Pare che la storia inizi da un difficile divorzio dove il padre getta sul viso della madre dell’acido per rimuovere il ricordo di quel viso dalla memoria. Una scena raccontata magistralmente dallo scrittore con un distacco e insieme un lirismo estetico sconcertante. Il resto della storia è poi il viaggio del figlio con questa madre dal viso deturpato che si spostano per l’Europa conoscendo improponibili medici che consigliano le più svariate cure e tentano di ricostruire il viso di questa donna. Da un lato c’è il racconto di questo viaggio di madre e figlio e dall’altro c’è il viaggio parallelo del figlio, che in ogni posto in cui vanno, passa le notti nei bassifondi delle città. La prosa è fantastica e nel suo paese è considerato un libro di culto.

Ma non si parla solo di libri, si parla anche di case editrici virtuose e coraggiose come la casa editrice Atlantide, ora al suo sesto libro, che crea libri solo a tiratura limitata, con una copertina in raffinato cartoncino e distribuisce solo in poche librerie, mai online e mai di catena. Dietro la storia di questa casa editrice c’è Simone Caltabellota, ex editor e direttore di Fazi editore. Tra i vari libri dell’editore, ci è stato consigliato il libro della cantante italiana Nada Malanima dal titolo “Leonida”. Pare che la qualità della scrittura sia impareggiabile.

C’è poi stata consigliata una tripletta di libri, tutti accomunati dal tema delle menzogne raccontate dai protagonisti, menzogne che poi li divorano e gli rovinano la vita fino a spingerli a fare scelte sconvolgenti per preservare quei segreti. Il lettore, seguendone le vicende, non può che condividere con i personaggi l’inevitabilità delle loro azioni, per quanto violente, ma che mirano a preservare la menzogna iniziale. I libri sono: “L’Avversario”  , “l’Impostore” e “Percoco”.

“L’Avversario” narra la storia di un uomo che stermina la sua famiglia perchè ha raccontato a tutti di essere un medico e un esperto di economia. Tutti gli hanno dato i loro risparmi da gestire e alla fine, scoperto e senza via di scampo, deve uccidere tutti coloro che sanno. Ne “L’Impostore” la storia è simile ma qui il protagonista si è finto un sopravvissuto dell’Olocausto. L’ultimo, “Percoco”, è ambientato nella Bari degli anni ’50. Il protagonista stermina la famiglia che l’ha obbligato a laurearsi e l’ha spinto ad essere affermato e a fare un fidanzamento convenzionale. Alla fine lui convivrà con i cadaveri dei suoi parenti in casa. Pare che questo sia stato il primo caso di scandalo di cronaca cavalcato dalla stampa italiana. Pare che la polizia fu obbligata a requisire casa per casa le copie del quotidiano che riportava la notizia.

Questo pare sia un gioiellino imperdibile. Il libro si chiama “Anime baltiche”, di Jan Brokken e racconta una serie di strie di personaggi celebri dalle repubbliche baltiche. C’è la storia di un famoso pianista russo omosessuale e malato di AIDS, in fuga durante il comunismo che si nasconde in Europa e viene scoperto da un vicino che lo sente suonare divinamente e infine capisce chi è. C’è la storia di Rothko, Hannah Arendt e della moglie di Tommasi di Lampedusa, prima psicanalista italiana, o ancora del regista Ėjzenštejn. E’ un libro che suscita infinita curiosità di saperne poi di più e scoprire le storie dei personaggi raccontati.

Altra rivelazione è “A Galla” di Alessandro Toso, un imprenditore di Treviso. E’ un noir ambientato in Veneto in un mondo del lavoro che sta scomparendo e in cui i personaggi sono presi di mira per le loro manie quotidiane mentre si tratta con commozione ed ironia il tema della perdita del lavoro.

Questo libro sarà presentato all’Arcadia il 13 maggio alle 19 con la presenza dell’autore.

A questo proposto, vale la pena accennare che sono moltissimi gli incontri in programma a maggio e con libri interessantissimi. Tenete sott’occhio il sito e non perdetevi l’evento “Letti di Notte” il 18 giugno in cui le librerie rimarranno aperte la notte per il solstizio e ogni libreria diventerà un luogo del mondo. Cosa diventerà l’Arcadia di Rovereto?

Altri spunti emersi sono la simpatica classifica dei 10 o 20 libri che tutti dicono di aver letto ma nessuno l’ha fatto. E voi, con che libro avete finto?

Tra gli altri libri che sono stati consigliati dal gruppo dei lettori ci sono stati:

“Tumbas”, di Cees Nooteboon. Il libro dedica un capitolo ad ogni tomba di pensatori, scrittori o poeti che l’autore ha visitato e di cui ha scritto.

“L’inizio di tutte le cose”, di Ilaria Bernardini è una raccolta di racconti sulla maternità non felice o quanto mento non come negli spot in tv e quindi forse più reale e credibile.

Altra raccolta di racconti è “Sorvegliato dai Fantasmi” di Gabriele Dadati.

Sempre di racconti si è parlato con la raccolta di Roald Dahl edita da Longanesi, e sempre di maternità si parla con Annie Ernaux ed il suo romanzo in uscita a maggio e intitolato “L’altra figlia”.

Ultimo e altro romanzo molto atteso che è stato citato è quello di Kent Haruf con il terzo libro della trilogia della Pianura.

Ci vediamo presto al prossimo incontro, intanto buona lettura!

Samara

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