Un incontro con Giacomo Sartori e Dio

Qualche giorno fa mi arriva su facebook la notifica della presentazione di un libro alla libreria Piccolo Blu di Rovereto. Si tratta di Sono Dio di Giacomo Sartori (NNeditore). Leggo il trafiletto sulla trama che mi incuriosisce molto.

Stufo di andarsene a spasso per il cosmo, Dio si ferma a contemplare l’umanità, tra le sue creazioni forse quella meno riuscita, così brutale, inconsapevole e priva di prospettive. Ma quando il Suo sguardo si posa su una ragazza – alta, intelligente, non bellissima, va detto – accade qualcosa di imprevedibile: Dio si immerge nel mare oscuro dei sentimenti, così intensi da togliere il fiato e soprattutto la ragione. In una parola: si innamora. Peccato che Lei, l’amata, sia un’addetta alla fecondazione bovina e una fanatica genetista, nonché una ragazza atea e di facili costumi. E peccato che per Lui l’amore sia il catastrofico preludio a una valanga di emozioni: stupore, gelosia, rabbia, invidia. In un tempo sospeso tra passato, presente e futuro, “Sono Dio” di Giacomo Sartori fa sorridere con intelligenza e riflettere con ironia sul destino dell’umanità e sulle conseguenze dell’amore.

L’idea é geniale non c’è che dire ma è anche di quelle che ti fanno dire: “o è geniale o è una cavolata assurda”. E sono in uno di quei periodi in cui non ho voglia di un libro che mi deluda. Sono al quattordicesimo libro di quest’anno e incredibilmente tutta una serie di bei libri. Non volevo interrompere la corrente positiva!

L’autore non lo conoscevo per cui non avevo altri appigli se non la storia e la copertina con un uomo dal volto pieno di galassie luccicanti che bacia una donna. Alla fine, anche spinta da Patrizia, la libraia della Piccolo Blu, ho preso il libro e mi sono immersa nella lettura.

In realtà il dubbio sull’effettiva bontà del libro mi è rimasto fino a oltre la meta’. Nel frattempo ho anche assistito all’incontro con l’autore che mi ha incuriosito ulteriormente. Oggi, passato l’incontro, mi immergo in un tour de force di alcune ore concentrate e l’ho finito. Mi è piaciuto molto.

Dalla seconda metà in poi la parte narrativa accelera e diventa più ricca e i capitoli più meditativi in cui Dio riflette diventano a tratti incredibilmente spassosi e interessanti. E’ dunque un libro che cresce mano a mano, con personaggi molto belli ed un’ironia sottile e spassosissima, rara nella letteratura italiana e più’ comune in chi scrive racconti piuttosto che romanzi.

Nel frattempo ho anche scoperto di più sull’autore che in effetti è anche uno scrittore di racconti ed è trentino.Tra i suoi lavori precedenti più citati durante l’incontro: la raccolta di racconti, Autismi e i romanzi Tritolo e Rogo, tutti con una serie di personaggi femminili raccontati con una incredibile profondità e sensibilità. Credo che li leggerò.

All’incontro sono emersi alcuni elementi comuni nell’opera di questo scrittore: la grande capacità di giocare con il lato cupo e quello ironico, la presenza in tutti i suoi lavori di un personaggio intento a riflessioni e la riflessione continua sul linguaggio: l’individuo o in questo caso Dio, alle prese con la lingua che modifica la realtà, la plasma, la rovina, la limita.

All’incontro si è parlato anche di religione e della scomparsa di una religione dogmatica, ecclesiastica in favore invece di un concetto di religione personale che mette insieme concetti disparati, dallo yoga all’animismo, alle energie ai dervisci. Ognuno costruisce la sua materia religiosa in cui mescola spiritualità e divinità.

Non fatevi ingannare dalla prima parte del libro, leggera, ironica e che sembra non credere davvero alla propria storia. Nella seconda parte emerge come le briciole sparse all’inizio siano piccole scintille di una complessità molto più profonda e nascosta che si scopre sul finale e ci lascia veramente appagati.

Lo consiglio a chi ama i romanzi che si concedono personaggi assurdi e trame fuori dalla realtà per arrivare a riflessioni e simulazioni che danno da pensare e rimangono in testa come piccoli tarli.

Samara

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